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Elden Ring Tarnished Edition è un piccolo miracolo su Nintendo Switch 2
Quando FromSoftware ha pubblicato Elden Ring, nel febbraio del 2022, non si è limitata a riproporre la formula consolidata negli anni con Dark Souls, Bloodborne e Sekiro: Shadows Die Twice. Lo studio giapponese ha preso quella stessa filosofia e l'ha proiettata in una dimensione completamente nuova, trasformando il classico labirinto di percorsi, segreti e combattimenti in un enorme mondo aperto. L'Interregno è diventato così il vero protagonista dell'avventura: un territorio apparentemente sconfinato, capace di premiare la curiosità molto più dell'obbedienza a un tracciato prestabilito.
Con pochissime vie obbligate, spetta al giocatore scegliere quale strada seguire, quale rovina esplorare, quale boss affrontare e, soprattutto, quando sia il momento giusto per farlo. È una libertà che ridefinisce anche il significato della difficoltà. La filosofia di FromSoftware resta intatta, ma Elden Ring offre più strumenti che mai per affrontare le sue sfide. Se un avversario sembra troppo forte, non è più un muro contro cui continuare a schiantarsi: si può cambiare equipaggiamento, modificare la propria build, cercare nuove armi e abilità o, semplicemente, voltarsi e andare da un'altra parte.
Il risultato è stato un successo commerciale e di critica straordinario: milioni di giocatori hanno attraversato l'Interregno, trasformando personaggi, boss e luoghi di gioco in elementi ormai celeberrimi anche al di fuori della community degli appassionati. Ma il successo di Elden Ring non è legato solo al modo in cui ha saputo innovare il genere; c'è un mondo costruito attorno al mistero, con una storia che raramente viene spiegata in modo diretto invitando il giocatore a ricomporre gli eventi attraverso dialoghi, descrizioni degli oggetti e dettagli ambientali. A questo si affiancano un sistema di combattimento estremamente soddisfacente, boss memorabili teatro di scontri spettacolari e una libertà di personalizzazione tale da far immedesimare totalmente il giocatore con la propria controparte virtuale.
Tutti aspetti che non rendono forse il titolo il capolavoro assoluto di FromSoftware, ma di sicuro uno dei giochi in cui l’avventura, il viaggio e le fatiche regalano un'esperienza tra le più appaganti degli ultimi anni. A tutto questo si aggiungono una direzione artistica di altissimo livello, una colonna sonora indimenticabile e il tocco di George R.R. Martin alla narrativa: elementi che hanno fatto guadagnare a Elden Ring il titolo di GOTY nel 2022. Nel giugno del 2024, l'espansione Shadow of the Erdtree ha poi ampliato ulteriormente questa esperienza, dimostrando come questo mondo avesse ancora moltissimo da raccontare.
L'arrivo di Elden Ring su Switch 2 non è soltanto l'ennesimo port di un gioco di successo, ma rappresenta la possibilità di dimostrare quanto sia cambiato il rapporto tra l'hardware della casa di Kyoto e le grandi produzioni multipiattaforma. Per anni, chi sceglieva una console Nintendo doveva spesso accettare l'idea di avere accesso a un catalogo estremamente riconoscibile, costruito intorno alle produzioni interne ma inevitabilmente più limitato quando si trattava dei grandi titoli tecnicamente più ambiziosi del mercato. La prima Switch aveva dimostrato che molti giochi potevano essere adattati all'hardware portatile anche attraverso compromessi importanti, ma Elden Ring appartiene a una categoria diversa. Quello di FromSoftware è un gioco enorme, costruito intorno a un mondo aperto che non si limita a fare da sfondo all'avventura.
L'Interregno deve essere continuamente esplorato, caricato e simulato mentre il giocatore può muoversi liberamente tra aree aperte, dungeon, insediamenti e combattimenti. A questo si aggiungono un sistema di combattimento nel quale la precisione è fondamentale, un numero enorme di nemici e animazioni, effetti atmosferici, illuminazione, fisica e una quantità considerevole di elementi che devono essere gestiti contemporaneamente. Vederlo arrivare su Switch 2 significa quindi mettere alla prova