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Il giovane aggredito a Barcellona torna a camminare e mangia da solo
Sta meglio e, al netto di un bagaglio di ricordi ancora piuttosto confusi, potrebbe presto tornare a casa Nicola Maggiotto, il 21enne di Asolo (Treviso) che la sera del 12 agosto scorso fu colpito violentemente al capo all'esterno di un locale pubblico rimanendo in coma per più di dieci giorni. Le condizioni del ragazzo, fanno sapere i genitori attraverso la loro rappresentante legale, Monica Cornaviero, "registrano costanti e progressivi passi in avanti, supportati dal continuo lavoro dell'équipe medica".
I miglioramenti rilevati nelle sedute di fisioterapia all'ospedale di Barcellona in cui è ricoverato, consentono ora al giovane di "alzarsi e, con il sostegno del personale, compiere brevi tragitti, tanto che nella giornata di oggi ha percorso l'intero corridoio del reparto di neurochirurgia". Inoltre "un altro importante traguardo riguarda l'alimentazione, che il giovane ha felicemente ricominciato a gestire in maniera autonoma". Nei primi giorni della prossima settimana, sostengono gli specialisti, potrebbe essere "sciolta la riserva sulla data per il suo rientro in Italia".
Rimane tuttavia la "nebbia" nella memoria di quanto accaduto. Soprattutto, per quanto riguarda i momenti in cui ha subito l'aggressione, Nicola ha ricordi ancora non sufficientemente nitidi per ricostruire i fatti. Un miglioramento anche sotto questo punto di vista, che si auspica possa arrivare a breve, potrà essere d'aiuto agli investigatori impegnati ad individuare i responsabili della rissa scoppiata all'esterno del Sea Sea Club, un locale in cui il trevigiano aveva trascorso alcune ore in compagnia di altri sette compaesani partiti con lui per una breve vacanza. Quella sera, per cause non chiarite, almeno tre degli italiani erano entrati in conflitto con un gruppo più numeroso di giovani del posto, circa 12 elementi, che li avevano percossi con calci e pugni e in modo particolarmente violento avevano colpito Maggiotto.
Rimasto a terra esanime, il giovane era stato trasferito in uno degli ospedali del capoluogo catalano e tenuto a lungo in stato di coma farmacologico. Nei giorni seguenti la polizia aveva recuperato molte immagini riprese da videocamere interne ed esterne al locale, inviando i fotogrammi agli amici del trevigiano ferito con l'intento di cercare di ottenere un riconoscimento dei possibili aggressori. L'attività investigativa, tuttavia, ad oggi non avrebbe ancora dato esiti significativi. Ad Asolo la comunità locale e varie associazioni sportive hanno nel frattempo promosso manifestazioni per esprimere la vicinanza a Nicola, raccogliendo anche, riferiscono i familiari esprimendo riconoscenza, "un aiuto economico concreto e continuativo".