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Dragon Ball Xenoverse 3 giocato in esclusiva: certezze e dubbi
Alla Summer Game Fest 2026 ho potuto giocare in esclusiva una breve demo di Xenoverse 3, focalizzata su una missione raid e sul combattimento.
La Summer Game Fest 2026 mi ha dato una grande occasione: provare in esclusiva italiana Dragon Ball Xenoverse 3, l'attesissimo nuovo capitolo della serie sviluppata da Dimps e pubblicata da Bandai Namco. Si tratta di un prodotto particolare: ha sancito, purtroppo, l'ultima collaborazione tra Akira Toriyama e i videogiochi di Dragon Ball prima della scomparsa dell'autore; ha poi il duro compito di traghettare un'intera community dal successo del solidissimo Xenoverse 2 (ecco perché dovresti rigiocare Dragon Ball Xenoverse 2 oggi) verso un'esperienza totalmente nuova; e infine, si pone l'obiettivo più che ambizioso di cambiare passo rispetto al suo predecessore da un punto di vista dell'ambientazione.Se i primi due episodi della serie si collocavano, letteralmente, in un limbo temporale tra varie epoche della saga, Xenoverse 3 ci catapulta direttamente nell'Anno 1000, in un tempo futuro rispetto alle gesta di Son Goku e dei Guerrieri Z. Su questo, però, dovremo tornare in un'altra occasione, perché la breve prova di Los Angeles era focalizzata totalmente sul gameplay.
La prima cosa da sapere è che Dragon Ball Xenoverse 3 adotta un motore grafico completamente rinnovato rispetto al suo predecessore: si tratta, d'altronde, di un prodotto concepito esclusivamente per le console di attuale generazione, ragion per cui il team di sviluppo ha voluto alzare il più possibile l'asticella visiva.
Il colpo d'occhio è sicuramente superiore rispetto a Xenoverse 2, già per come la demo alla Summer Game Fest presentava l'hub principale e alcuni dei personaggi che incontreremo durante l'avventura. Attenzione, però: i modelli dei volti principali dell'avventura erano indubbiamente ben fatti, più naturali e vicini ai tratti delle loro controparti animate grazie all'utilizzo di un piacevole cel shading, e indubbiamente i passi in avanti rispetto al design "plastico" di Xenoverse 2 sono visibili.Parlando di grafica, però, siamo ancora abbastanza lontani dall'ottimo impiego dell'Unreal Engine 5 visto in Sparking Zero, e volendo fare un paragone diretto con l'ultimo arrivato in casa Bandai l'estetica di Xenoverse 3 appare chiaramente inferiore.
Rispetto ai passati capitoli, che sfruttavano l'intera Conton City come quartier generale dal quale gestire tutte le varie modalità di gioco, in Xenoverse 3 ci troviamo a West City, la stessa metropoli che nella storia madre ospita la Capsule Corporation di Bulma.
Non ho avuto modo di esplorare il mondo, perché la demo partiva dalla stanza del protagonista, all'interno di un edificio che a quanto pare fungerà da centro operativo dal quale far partire tutte le missioni, narrative e non. La camera del mio avatar era in preda al caos e non mostrava molti punti di interazione, ma gli sviluppatori hanno lasciato intendere che questo ambiente potrebbe mutare nel corso del tempo, di pari passo con l'avanzare della trama principale. Successivamente, sceso al piano inferiore dell'edificio, ho raggiunto Gamma 1 (che sarà a quanto pare uno dei companion principali nel corso dell'avventura), il quale mi ha affidato una missione, catapultandomi nel vivo dell'azione. Il resto della demo, per una durata complessiva di circa 15 minuti, consisteva quindi in una battaglia raid contro orde di nemici, fino ad arrivare a un boss finale.
Le regole sono quindi quelle delle varie missioni parallele già affrontate in passato in Xenoverse 2: che sia in solitaria o con altri 3 giocatori al seguito, bisogna sgominare varie ondate di nemici, e una volta sconfitti tutti inizia il duello con l'avversario finale. Un primo cambiamento rispetto al precedente capitolo è l'ampiezza delle mappe: la demo in questione era ambientata tra i ghiacciai, e a ogni ondata sconfitta era possibile avanzare verso l'area successiva per continuare lo scontro. Questo significa che le arene potrebbero svilupparsi mol