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Path of Exile 2 tocca 240 FPS grazie a Lossless Scaling, ma c'è il trucco
Path of Exile 2 è stato mostrato in esecuzione a 240 FPS tramite una configurazione particolare basata su Lossless Scaling, usato non come semplice upscaler ma come strumento di generazione dei frame. Il punto interessante non è solo il numero raggiunto, ma il metodo: il gioco è stato bloccato a 60 FPS sulla scheda principale e poi portato artificialmente a un frame rate quadruplo.
La dimostrazione è stata realizzata con una seconda scheda video dedicata al processo di scaling e frame generation, una scelta non comune ma utile per ridurre il carico sulla GPU che renderizza il gioco. Nel caso specifico si parla di una RTX 4080 Super affiancata da una RTX 4070, con la prima impegnata nel rendering di base e la seconda usata per elaborare il flusso finale.
Le impostazioni riportate aiutano a capire perché il risultato non sia un semplice preset automatico. L'autore ha impostato il refresh adattivo a 240 FPS, lo scaling dello stream al 100%, la modalità prestazioni disattivata, l'acquisizione tramite DXGI e una coda target pari a 2 per migliorare la resa visiva. In altre parole, l'obiettivo era mantenere la maggiore qualità possibile, non solo gonfiare il contatore degli FPS.
Questo approccio si inserisce in un tema sempre più centrale per il gaming PC: ottenere fluidità elevatissima senza dipendere esclusivamente dalla potenza nativa della GPU. La stessa attenzione verso macchine pensate per giocare su PC, anche fuori dal formato desktop tradizionale, si ritrova nelle discussioni recenti sulla Steam Machine e il suo posizionamento nel gaming da salotto, dove prestazioni, prezzo e compromessi tecnici restano il nodo principale.
Il rovescio della medaglia è prevedibile: una quadrupla frame generation non crea vera reattività aggiuntiva. Se il gioco parte da 60 FPS reali, gli input continuano a essere legati a quella base temporale, mentre i frame intermedi migliorano soprattutto la fluidità percepita. Per un action RPG come Path of Exile 2, dove lettura dello schermo e risposta ai comandi contano molto, l'aumento dell'input lag può diventare evidente.
Un altro limite riguarda la qualità dell'immagine. Alcuni utenti hanno segnalato una perdita di nitidezza dovuta alla combinazione tra risoluzione dinamica e upscaling, soprattutto nella registrazione finale. L'autore della prova sostiene però che gli artefatti siano meno visibili durante il gameplay reale su monitor, dove movimento, refresh elevato e distanza di visione possono mascherare parte dei difetti.
Il risultato va quindi letto come una dimostrazione tecnica, non come una configurazione consigliabile per tutti. Raggiungere 240 FPS in questo modo mostra quanto siano diventati flessibili gli strumenti di interpolazione, ma conferma anche che il frame rate da solo non racconta l'intera esperienza. Per molti giocatori, un equilibrio più conservativo tra FPS reali, latenza e pulizia dell'immagine resterà preferibile.