// PUNTO INFORMATICO — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
OpenAI compra Mac mini e Mac Studio per addestrare l’AI?
L’intelligenza artificiale ha un appetito difficile da saziare… Per costruire modelli sempre più avanzati servono quantità enormi di hardware e di energia. OpenAI, secondo le stime, potrebbe arrivare a spendere 750 miliardi di dollari in infrastrutture entro il 2030, una cifra che dà la misura delle dimensioni della sfida.
Ma c’è un ostacolo ancora più grande del denaro: le risorse semplicemente non sono sufficienti. E quando nemmeno miliardi di dollari riescono a risolvere il problema, aziende come quella di Sam Altman devono ricorrere a strategie fuori dall’ordinario.
Nell’AI servono sempre più GPU, possibilmente di NVIDIA, quando si ha buon gusto. Ma le schede grafiche sono solo una parte dell’enorme arsenale hardware necessario per sviluppare i modelli AI.
The Information ci rivela così che negli ultimi mesi OpenAI ha svuotato gli scaffali di Apple e ha acquistato migliaia di Mac mini e Mac Studio per le proprie esigenze. Il creatore di ChatGPT ne richiederebbe peraltro ancora, mentre il suo rivale Anthropic noleggia massicciamente l’utilizzo di dispositivi Mac mini attraverso il cloud di Amazon.
Va comunque precisato che i prodotti Apple non sostituiscono le GPU di fascia alta di NVIDIA. Questi chip sono dedicati al pre-addestramento, per elaborare i volumi giganteschi di dati grezzi nella fase iniziale del processo.
I Mac mini e i Mac Studio intervengono nella fase successiva dello sviluppo, quella del cosiddetto “reinforcement learning“. Si tratta del momento in cui si testano delle azioni sul modello e, ogni volta che commette un errore, gli si indica lo sbaglio, cosicché si corregga di conseguenza. Inutile dire che, con l’uscita dei nuovissimi Mac mini M6 e Mac Studio M5 Ultra, questa tendenza potrebbe rafforzarsi ulteriormente.