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Mario Calabresi pronto a candidarsi a Milano, 'voglio percorrere una strada nuova'
Mario Ormai manca solo l'ufficialità. E' sempre più vicina la candidatura di Mario Calabresi a sindaco di Milano, dove si voterà nel 2027 e il centrosinistra punta a confermarsi alla guida della città dopo 15 anni.
Il giornalista per il momento ha annunciato l'addio a Be Water, la media company che comprende anche Chora Media che lui ha contribuito a fondare, con le dimissioni da tutte le cariche e la cessione della partecipazione azionaria perchè "sento forte il richiamo a percorrere una strada nuova".
L'ex direttore di Repubblica e La Stampa sente il richiamo della politica e dopo l'addio a Chora "si dedicherà a nuove attività non editoriali", spiega Be Water.
"Dopo sei anni e 420 serie podcast lascio Chora. Scrivere questa frase mi fa fatica e molta impressione - dice Calabresi sui suoi profili social -. Lascio perché sento forte il richiamo a percorrere una strada nuova. Domani guarderò al futuro, oggi voglio fermarmi a pensare con emozione e gratitudine a quello che abbiamo costruito insieme".
Un modo per dire che non è oggi il momento dell'annuncio ufficiale, ma che arriverà presto, magari come tutti si aspettano alla Festa dell'Unità di Milano dove sarà ospite il 12 settembre, o anche prima. Lo scorso 22 luglio il giornalista aveva già rotto il ghiaccio, proprio ad una festa Pd nel Milanese, spiegando "ci sto pensando. Mi piacerebbe fare la mia parte per Milano".
Quello che resta da capire è come si muoverà il centrosinistra e in particolare il Pd per la scelta del candidato sindaco. Il partito milanese è sempre stato orientato a fare primarie di coalizione, data e modalità si decideranno con gli altri partiti nelle prossime settimane, ma c'è da capire se la disponibilità di Calabresi spariglierà le carte e si deciderà di non passare dai gazebo.
Una soluzione che auspica Azione secondo cui il giornalista "è un ottimo candidato riformista per Milano. Andrebbe sostenuto da subito, senza farlo passare per il tritacarne delle primarie", spiegano Carlo Calenda e Pina Picierno. Per Europa Verde "prima bisogna ragionare sul perimetro della coalizione e sul programma - spiega Tommaso Gorini, co portavoce del partito a Milano - poi sui nomi, anche se Calabresi è un candidato autorevole".
Nel centrosinistra sono diverse le personalità, del Pd e non, che hanno dato la disponibilità a candidarsi alle primarie. C'è il capogruppo Pd al Consiglio regionale lombardo Pierfrancesco Majorino, vicino alla segretaria Elly Schlein. La vicesindaca Anna Scavuzzo non commenta ufficialmente il passo avanti di Calabresi ma chi ci ha parlato conferma che la sensazione è positiva, così la competizione sarà ancora più vera e bella.
L'assessore del Municipio 1 ed esponente Dem Lorenzo Pacini, che da tempo ha lanciato la campagna Rivoluzione di Milano, chiede che le primarie siano "convocate al più presto. Il nostro è un percorso di sinistra. Vedremo cosa dirà Calabresi". Così anche per l'attivista Tommaso Goisis: "il centrosinistra ha bisogno delle primarie aperte per rigenerarsi, confidiamo vengano ufficializzate presto", commenta.
Se a sinistra si dibatte di primarie e il centrodestra si sta ancora confrontando su un nome per Milano. A bocciare qualsiasi ipotesi che l'ex direttore di Stampa e Repubblica possa riscuotere il favore di Forza Italia è il vicepremier Antonio Tajani: "Siamo per sostenere un candidato di centrodestra - mette in chiaro il leader azzurro - abbiamo le nostre idee, abbiamo dei nomi importanti da sottoporre agli alleati, sia civici sia di Forza Italia".