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Recensione Narwal V50 Cube: la scopa elettrica con stazione di svuotamento che sembra uscita dal futuro
Quando recensimmo la Narwal V40 Station a gennaio di quest'anno, la definimmo una scopa elettrica solida, con una proposta interessante sul fronte dell'autonomia e una stazione di svuotamento che cercava di gestire con ordine accessori e batterie. Era un prodotto che funzionava, ma con un design da scopa elettrica tradizionale anonima e una luce frontale che non reggeva il confronto con i concorrenti più avanzati. Da un nuovo modello del brand ci si aspettava quindi un passo avanti. Non ci si aspettava un salto così netto.
La Narwal V50 Cube sembra uscita da un altro decennio rispetto alla V40. La stazione di svuotamento è diventata minuscola, eppure riesce a contenere tutto quello che conteneva quella precedente: accessori, seconda batteria, sacchetto da 3 litri, sistema di filtrazione avanzato con UV. La scopa stessa ha abbandonato l'impostazione tradizionale in favore di un design quasi da oggetto di arredamento, con tubo telescopico in metallo e una luce frontale che per la prima volta in casa Narwal si mette alla pari con i concorrenti più blasonati. L'offerta di base è rimasta simile, ma è come se avessero rifatto tutto da capo. Le premesse insomma sono ottime: scopriamo tutto quello che ha da offrire questa V50 Cube al pubblico italiano!
La confezione della Narwal V50 Cube è più compatta di quanto ci si potrebbe aspettare da una scopa elettrica con stazione di svuotamento inclusa, e già questo racconta qualcosa del prodotto. All'interno si trovano il corpo principale, il tubo di prolunga telescopico in metallo, la spazzola principale, la mini spazzola motorizzata per tessili e la bocchetta a lancia 2 in 1, un accessorio ormai sempre più diffuso nel settore che combina in un unico pezzo la lancia per fessure e la spazzola per spolverare, con una spazzolina che si abbassa in punta a seconda dell'uso. La stazione di autosvuotamento arriva già assemblata con filtri e sacchetto installati, e in confezione c'è un sacchetto di riserva. Incluse in confezione anche due batterie rimovibili da 3.000 mAh, esattamente come sulla V40.
È una dotazione completa, senza lacune evidenti per l'uso domestico quotidiano. L'unico accessorio che si sente mancare rispetto ad alcune concorrenti dirette è un tubo flessibile per piegarsi e raggiungere sotto letti e mobili bassi.
Dal vivo la Narwal V50 Cube sorprende prima ancora di accendersi. La stazione è realmente compatta come promette: una geometria cubica in grigio metallizzato opaco con pannelli sfaccettati che le danno un carattere quasi architettonico, qualcosa che si può mettere in bella vista senza che stoni nell'ambiente. Chi ha uno stanzino o una dispensa la fa sparire in uno spazio minimo.
Sulla sommità della stazione c'è l'anello luminoso "Halo", che non è solo un vezzo estetico: cambia colore e comportamento per comunicare lo stato del ciclo automatico in corso, dall'autosvuotamento alla sterilizzazione UV. Il tutto avviene in autonomia: basta appoggiare la scopa e la stazione si occupa di tutto, senza che l'utente debba premere nulla.
La scopa estratta dalla stazione è la parte che più sorprende chi arriva dalla V40. Il tubo telescopico in metallo scorre con un meccanismo fluido e preciso, e il corpo in grigio opaco con plastiche di buona qualità e agganci solidi trasmette una costruzione decisamente più rifinita rispetto al modello precedente.
Il peso di 1,43 kg si percepisce immediatamente: è leggerissima, si usa con una sola mano e non stanca nemmeno nelle sessioni più lunghe. Il sistema di filtraggio è interamente smontabile, ma ci torneremo nella sezione dedicata.
C'è però un aspetto da tenere a mente, che è al tempo stesso un vantaggio e un limite: con il tubo chiuso la V50 Cube è bassissima, probabilmente tra le scope più basse mai provate in questa configurazione. Chi è di altezza media o superiore dovrà aprire il tubo per usarla, e dovrà richiuderlo ogni volta che la ripone sulla stazione. Non è un'operazione complicata, ma è un passaggio in più che diventa parte