// TOM'S HARDWARE ITALIA — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Folio Photonics raccoglie fondi per archiviare l'AI su dischi ottici
Folio Photonics ha chiuso un round Serie A da 8 milioni di dollari per portare la propria tecnologia di archiviazione ottica fuori dal laboratorio e verso la produzione commerciale. La startup punta a un mercato in cui intelligenza artificiale, cloud e IoT stanno facendo crescere la quantità di dati da conservare per anni, spesso senza accessi continui ma con requisiti severi su integrità, costi e consumi.
Il finanziamento è stato co-guidato da Material Impact e The O.H.I.O. Fund, con la partecipazione di JumpStart Ventures, Pavey Investments, Refinery Ventures e JobsOhio Ventures. Il capitale servirà ad accelerare la produzione su larga scala nel nord-est dell'Ohio e a sostenere il piano di acquisizione di uno stabilimento a Solon, passaggio necessario per trasformare una tecnologia dimostrata in ambiente universitario in un prodotto industriale.
Alla base c'è una soluzione sviluppata a partire da ricerche della Case Western Reserve University. Folio descrive il proprio sistema come un archivio attivo enterprise, immutabile, basato su dischi ottici con una vita utile dichiarata di 50-100 anni. La promessa tecnica è ambiziosa: oltre il 90% di energia in meno rispetto a tape e HDD oggi dominanti nell'archiviazione a lungo termine, con costi inferiori per i grandi volumi.
Il bersaglio non è solo il classico mercato dell'archivio freddo. Folio vuole inserirsi anche nel livello dati che alimenta i sistemi di intelligenza artificiale, dove enormi dataset devono essere conservati, verificati e richiamati nel tempo. Nel lessico dell'azienda, questa funzione diventa un knowledge layer per l'AI: un'infrastruttura meno visibile delle GPU, ma essenziale per addestramento, aggiornamento e consultazione dei modelli.
La società è già in contatto con grandi operatori cloud e hyperscaler, clienti che impongono processi di validazione molto rigidi su affidabilità, qualità del supporto e continuità della fornitura. In un settore dove anche la ricerca sui fotoni mostra quanto la manipolazione della luce possa aprire nuove strade tecnologiche, l'idea di usare supporti ottici per l'archivio enterprise torna a essere concreta, non nostalgica.
La roadmap resta però lunga. La tecnologia sta passando dalla fase di laboratorio a un primo prototipo, poi dovrà attraversare alpha test, validazioni con partner commerciali e ottimizzazioni su capacità, affidabilità, producibilità ed economia del sistema. Le prime unità per early adopter sono previste verso la fine del 2027, mentre una disponibilità più ampia è indicata per il 2028, subordinata all'esito delle prove sul campo.
Il nodo industriale è centrale: oggi Folio realizza i dischi manualmente per i test, ma arrivare a milioni di unità richiede automazione su sintesi chimica, pre-processamento dei polimeri, coestrusione dei film, fabbricazione dei supporti e sviluppo dei drive. Una parte sarà interna, una parte affidata a fornitori terzi, con l'Ohio al centro della catena produttiva e l'obiettivo di costruire competenze hardware profonde intorno allo storage per data center AI.