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L'Egitto diventa il nuovo campo di battaglia dell'AI
Duemilaotto acceleratori AI, un cloud per l’addestramento e due cluster dedicati all’inferenza: è il cuore dell’offerta che Huawei avrebbe presentato per costruire un’infrastruttura di data center destinata al governo egiziano. Il progetto non riguarderebbe soltanto la capacità di calcolo, ma includerebbe applicazioni per i servizi pubblici, la sicurezza, la sorveglianza e l’ambito militare.
La configurazione indicata nei documenti relativi alla proposta prevede 1.408 Ascend 950 per il cloud dedicato all’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale. Altri 600 acceleratori, scelti tra Ascend 950 e 910B, alimenterebbero invece due cluster di inferenza, cioè le infrastrutture utilizzate per eseguire i modelli già addestrati. Huawei avrebbe previsto 12 mesi per costruire, configurare e mettere in funzione l’intero sistema.
La proposta avrebbe spinto il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti a contattare NVIDIA, AMD e Microsoft, con l’obiettivo di organizzare un consorzio capace di presentare al governo egiziano un’alternativa tecnologica. La possibile controfferta statunitense si inserirebbe però in un quadro regolatorio complesso: dal 2023, l’esportazione verso l’Egitto di alcuni chip AI avanzati prodotti negli Stati Uniti richiede un’autorizzazione di Washington.
Il progetto cinese coinvolgerebbe anche iFlytek. Le funzionalità previste comprenderebbero il riconoscimento di persone e veicoli, con sistemi collegati ai database nazionali, oltre a strumenti integrati per la sorveglianza urbana. La componente dedicata al monitoraggio allargherebbe così il perimetro dell’iniziativa ben oltre la semplice fornitura di acceleratori per addestrare ed eseguire modelli AI.
Sia Huawei sia iFlytek figurano nelle restrizioni commerciali statunitensi dal 2019. Il quadro è reso ancora più delicato da una guida del Bureau of Industry and Security del maggio 2025, che segnala rischi legali connessi all’utilizzo di chip AI cinesi come Huawei Ascend 910B, 910C e 910D. I vincoli statunitensi interessano dunque sia la disponibilità in Egitto di alcuni acceleratori americani sia l’impiego di determinate soluzioni sviluppate in Cina.
Al momento, la gara risulta ancora priva di un’assegnazione definitiva. Huawei, il governo egiziano, NVIDIA, AMD e Microsoft non hanno confermato pubblicamente i dettagli delle iniziative attribuite loro. Rimangono quindi da definire sia la composizione dell’eventuale proposta concorrente sia la scelta tecnologica finale delle autorità egiziane.
Un’assegnazione a Huawei avrebbe un rilievo particolare: rappresenterebbe una delle prime esportazioni note degli acceleratori Ascend di fascia alta e segnerebbe un ingresso significativo dell’azienda nelle infrastrutture AI africane. Fino alla conclusione della gara, tuttavia, il progetto resta una proposta e non un’infrastruttura già approvata o in fase di realizzazione.
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