// TOM'S HARDWARE ITALIA — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Quanta AI compra il budget aziendale? La class action su Claude Max contesta le promesse d’uso
Anthropic affronta una class action ampliata sulle promesse d’uso di Claude Max, l’abbonamento da 100 o 200 dollari al mese: gli utenti contestano la distanza tra i moltiplicatori pubblicizzati e la capacità effettivamente disponibile. Per i responsabili acquisti e IT delle imprese italiane, il nodo riguarda una voce concreta del budget: distinguere l’aumento consentito in una sessione dal volume utilizzabile durante la settimana.
La ricostruzione della causa pubblicata da The Verge descrive una controversia sulla trasparenza dell’offerta, ancora da giudicare. Nell’acquisto aziendale, la verifica da compiere è quindi sul rapporto fra canone, finestre temporali e tetti complessivi. Sul versante italiano esistono inoltre tutele distinte per consumatori, microimprese e imprese destinatarie di pubblicità ingannevole, illustrate dall’AGCM: il procedimento americano non equivale a un accertamento nazionale.
Il confronto commerciale parte da Claude Pro, indicato nell’articolo a 20 dollari al mese. Il livello Max da 100 dollari promette un utilizzo pari a cinque volte quello di Pro; quello da 200 dollari arriva a venti volte. Sono proprio le formule «5x» e «20x», utilizzate nella comunicazione commerciale, a essere contestate dai sottoscrittori, che sostengono di averle interpretate come una capacità maggiore di quella ottenuta.
Secondo la contestazione riportata da The Verge, il moltiplicatore riguarda finestre di cinque ore, sulle quali si innesta un limite settimanale. I ricorrenti sostengono che questa combinazione riduca l’incremento complessivo rispetto a quanto suggerito dalla pubblicità. Il resoconto non quantifica però tale differenza: l’accusa non permette quindi di attribuire al piano un rapporto numerico alternativo, valido per tutti gli abbonati.
La documentazione ufficiale del piano Max conferma la distinzione tecnica: cinque o venti volte l’utilizzo per sessione rispetto a Pro, con un limite aggiuntivo settimanale. Specifica inoltre che Max è destinato a utenti individuali e rimanda le organizzazioni ai piani Claude Team e Claude Enterprise. Il fatto che una persona impieghi Max nel proprio lavoro non rende dunque le sue condizioni automaticamente rappresentative dell’intera offerta aziendale.
Il pagamento mensile e il conteggio dell’utilizzo seguono così intervalli differenti. Dal meccanismo descritto discende una conseguenza per chi confronta gli abbonamenti: il moltiplicatore di sessione, da solo, non documenta un aumento equivalente sull’intero mese. È questa distanza fra unità di fatturazione e unità di consumo, insieme alla visibilità del tetto settimanale, che alimenta la contestazione sulla promessa commerciale.
La causa è promossa dalle avvocate Monica Vaca e Kati Daffan, entrambe con un passato alla Federal Trade Commission durante la presidenza di Lina Khan. Secondo The Verge, una prima azione era stata depositata a luglio, poi ritirata e ripresentata in forma ampliata come class action. La cronologia riportata descrive passaggi processuali; non contiene una decisione che abbia stabilito l’ingannevolezza dell’offerta.
La posizione di Anthropic emerge dalla richiesta di rigetto della causa precedente, citata dalla testata. L’azienda sostiene che le informazioni chiarificatrici sui limiti fossero raggiungibili tramite collegamenti presenti nel percorso d’acquisto. Nella propria argomentazione paragona questa consultazione alla lettura dell’etichetta sul retro di un prodotto: le condizioni, secondo la società, erano accessibili al cliente prima della sottoscrizione.
Vaca contesta proprio la facilità di quel percorso. Secondo la sua ricostruzione, occorrevano due collegamenti per incontrare il riferimento alla sessione; per comprenderne la definizione bisognava poi consultare separatamente la pagina del piano Pro. La divergenza fra le parti riguarda quindi anche come le informazioni erano distribuite fra le pagine, e quanto fosse comprensibile il loro effetto sulla quantità di servizio acquistata.
Nell’i