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John Ternus e iPhone Duo: tutti i debutti che Apple aspettava
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Mercoledì 9 settembre 2026, ore 19:00 italiane. Allo Steve Jobs Theater di Apple Park, a Cupertino, in California, si è consumato uno dei momenti più attesi della storia recente dell’azienda: il primo keynote di John Ternus come amministratore delegato di Apple. Il risultato è stato un evento conciso, preciso e, negli ultimi minuti, capace di far detonare la sala con tre parole: “one more thing.”
Andiamo a esplorare questo keynote che segna uno dei passaggi più importanti della storia di Apple. Sia per chi l’ha vista solo dagli ultimi anni (magari prendendo la “coda” del secondo mandato di Steve Jobs o magari seguendo solo gli anni di Tim Cook) e chi invece ha un orizzonte più ampio, che affonda le sue radici nell’interregno dei tre CEO che hanno tenuto banco durante l’allontanamento di Jobs, o addirittura i due CEO che hanno guidato l’azienda dalla sua fondazione, 50 anni fa, al lancio del Macintosh nel 1984.
Chi è Ternus lo sanno bene i lettori di lunga data. Cinquantuno anni, ingegnere laureato all’Università della Pennsylvania, in Apple dal 2001. Ha contribuito allo sviluppo di decine di prodotti Mac, iPad e iPhone, ha guidato la transizione al chip Apple Silicon ed è diventato Senior Vice President of Hardware Engineering nel 2021. Il 1 settembre 2026 Tim Cook gli ha ceduto la poltrona di CEO, dopo esserselo coltivato per anni tirandolo praticamente su a mollicuzze di pane intinte nel latte, e trattenendo per sé il ruolo di Presidente del Consiglio di Amministrazione. L’ingegnere che aveva costruito i prodotti si ritrova, quasi senza transizione, a presentarli al mondo intero.
Quando e dove doveva succedere tutto questo era già noto: il keynote di settembre è una istituzione decennale, l’appuntamento con il nuovo CEO era stato annunciato prima dell’estate. Ma il peso specifico di questo appuntamento lo ha reso diverso da qualunque altro evento Apple degli ultimi quindici anni.
Per il pubblico presente allo Steve Jobs Theater, come per i milioni di spettatori del livestream, si trattava di giudicare non solo i prodotti, ma l’uomo. Tim Cook aveva costruito il suo stile sul controllo, sulla precisione, su una certa solennità manageriale. Jobs aveva trasformato il keynote in puro teatro. Ternus è un ingegnere: nessuno sapeva cosa avrebbe portato sul palco, in senso figurato.
Per questo il modo in cui si è comportato Ternus risponde alla domanda su chi sia e come si comporterà Ternus in maniera più netto di quanto i più pessimisti si aspettassero. Il keynote era, come ormai da anni per Apple, preregistrato: Ternus è apparso sullo schermo dello Steve Jobs Theater mentre il pubblico in sala reagiva in tempo reale alle sue parole. Ha aperto con una frase semplice, “It’s great to be here“, e poi ha raccontato di sé, sorridendo: venticinque anni in Apple, una carriera che non aveva mai immaginato potesse portarlo dove si trovava. Niente formalità, invece uno stile essenziale, da persone pragmatiche, che non danno importanza al vestito: né quello indossato né quello fatto di parole con cui si abbelliscono i discorsi.
E quindi, altro che discorso della corona per l’investitura: è la confessione di un realista che ha lottato e vinto, ma sa che oltre alla loro bravura gli esseri umani devono sempre ringraziare la sorte che li ha prediletti.
Il tono di Ternus per tutto il keynote è sia quello di un americano tranquillo, positivo, con una gravitas che chi non l’ha conosciuto non gli avrebbe dato, e unita a quello dell’ingegnere che conosce ogni bullone di quello che sta per mostrare. Ternus ha poi attaccato i concorrenti nel segmento dei pieghevoli con una frecciata precisa al millimetro: “Altri hanno realizzato dispositivi pieghevoli che sembrano semplicemente due telefoni appiccicati insieme, in modo piuttosto goffo” lasciando intendere che Apple aveva aspettato di avere qualcosa da dire davvero.
Per questo cosa ha annunciato Ternus, che ha messo in scena