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La crisi della RAM fa tornare i moduli DDR4 da 4 GB
Goodram ha riportato sul mercato moduli DDR4 da 4 GB, una capacità che sembrava ormai relegata ai vecchi PC da ufficio e ai ricambi di fascia bassa. La nuova linea Rival DDR4 Radiant parte proprio da questo taglio, segnale molto concreto di quanto la pressione sul mercato delle memorie stia spingendo alcuni produttori a recuperare configurazioni che, fino a poco tempo fa, sarebbero state considerate poco appetibili.
La famiglia Rival DDR4 Radiant non si fermerà al modulo più piccolo: sono previsti anche tagli da 8 GB, 16 GB e 32 GB. Il punto, però, è la ricomparsa del formato minimo, perché nel mercato consumer la soglia psicologica si era già spostata da tempo verso configurazioni più ampie, soprattutto per PC gaming, workstation leggere e sistemi multitasking.
Il contesto è quello di una DRAM sempre più costosa e meno accessibile sulle capacità elevate. La domanda dei server AI continua ad assorbire chip di memoria ad alta densità, lasciando meno margine al segmento client. La stessa pressione che si vede nelle architetture pensate per l'inferenza AI si riflette anche su componenti molto più tradizionali, come i moduli RAM per PC desktop.
Il risultato è un mercato in cui anche configurazioni un tempo considerate basilari tornano a essere commercialmente sensate. I moduli DDR5 da 16 GB, 32 GB e capacità superiori esistono, ma i prezzi possono salire rapidamente, soprattutto quando si cercano kit più veloci o tagli adatti a macchine recenti. In questo scenario, riportare a listino moduli piccoli può servire a coprire assemblaggi economici, sistemi legacy e PC preassemblati dove il costo della distinta base resta decisivo.
La scheda tecnica indicata per la linea parla di moduli fino a 32 GB, con frequenza di 3200 MT/s e latenze CL16 o CL18 a seconda del modello. La tensione operativa sarà compresa tra 1,2 e 1,35 V, mentre il design prevede PCB nero e dissipatori verdi o rossi, una scelta più estetica che funzionale per una piattaforma DDR4 di questa fascia.
Il ritorno dei 4 GB non va letto come una nuova domanda degli utenti enthusiast per sistemi sotto-dimensionati. È piuttosto l'effetto collaterale di una filiera che sta privilegiando memorie più redditizie e richieste dai data center, mentre il mercato PC deve fare i conti con disponibilità e prezzi meno favorevoli sui tagli più generosi.
Per chi assembla un PC moderno, 4 GB restano una soglia molto bassa: Windows, browser e applicazioni comuni saturano rapidamente una quantità simile di memoria. La mossa di Goodram, però, fotografa bene il momento: se un produttore decide di riproporre moduli così piccoli, significa che una parte del mercato sta tornando a ragionare per compromessi, non per upgrade.