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Apple ha chiesto all’amministrazione Trump il via libera per acquistare RAM cinese
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Apple sta facendo pressioni sull’amministrazione Trump per ottenere l’autorizzazione ad acquistare chip di memoria da CXMT, un’azienda cinese che il Pentagono ha inserito in una “lista nera” a causa di presunti legami con l’Esercito Popolare di Liberazione.
A riferirlo è il Financial Times spiegando che la Mela ha avviato attività di lobbying per ottenere il via libera della Casa Bianca al fine di alleggerire la pressione finanziaria causata dall’aumento dei prezzi dei chip di memoria.
Una delle fonti del quotidiano economico-finanziari afferma che Apple ha contattato il Dipartimento del Commercio più di un mese fa, ma l’azienda tecnologica sta facendo pressioni anche su altri funzionari dell’amministrazione e alleati a Washington.
A Apple non sono preclusi acquisti da CXMT o YMTC (altro produttore cinese di chip di memoria), ma il Pentagono ha inserito entrambe le aziende in una lista nera delle società militari cinesi, la cosiddetta lista 1260H che include decine di colossi tecnologici che avrebbero presunti legami l’apparato militare di Pechino. e che, secondo il Department of Defense, minano la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
Lo scorso giovedì Apple ha aumentato i prezzi di MacBook e iPad attribuendo la scelta ai prezzi “insostenibili’ delle memorie. La possibilità di poter ricorrere a CXMT come fornitore, aiuterebbe a risolvere una situazione in cui il colosso tecnologico si trova schiacciato dai suoi stessi fornitori.
La campagna di pressione arriva dopo l’incontro avvenuto il mese scorso a Pechino tra il presidente Donald Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping. Prima del vertice, e nei mesi precedenti al loro precedente incontro in Corea del Sud a ottobre, gli Stati Uniti si sono astenuti dall’introdurre nuovi controlli sulle esportazioni di tecnologie che avrebbero potuto colpire le aziende cinesi.
L’elenco aggiornato dal Dipartimento della Difesa americano ricalca sostanzialmente una versione resa nota e poi ritirata dal Pentagono nel febbraio scorso, con l’aggiunta dei produttori di memorie Cxmt e Ymtc. Le aziende coinvolte ovviamente respingono le contestazioni statunitensi e alcune hanno fatto sapere che utilizzeranno tutti gli strumenti legali a loro disposizione per contestarle. Poche settimane addietro anche l’ambasciata cinese a Washington ha criticato la decisione, accusando gli USA di creare liste discriminatorie contro le imprese cinesi, chiedendo un ambiente commerciale più equo e non discriminatorio.
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