// SMARTWORLD — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Il camion elettrico Tesla arriva in Europa: i numeri che i rivali diesel temono
Tesla ha finalmente svelato le specifiche europee del Semi, il suo camion elettrico per il trasporto pesante, in vista dell'IAA Transportation di Hannover (14-20 settembre). Non si tratta di un annuncio di vendita immediata: le consegne in Europa sono previste per il 2027, ma i numeri che Tesla mette sul tavolo sono abbastanza interessanti da meritare attenzione.
Il Semi non è una novità assoluta: negli USA è già operativo da qualche anno, usato da clienti come PepsiCo. La versione europea, però, è stata adattata alle normative del continente e alle esigenze delle flotte locali, con un peso lordo massimo di 40 tonnellate, in linea con i limiti stradali europei.
Preferisci ascoltare il riassunto audio? Abbiamo scelto una voce realizzata con strumenti avanzati IA per rendere rendere i nostri testi subito accessibili a tutti
Partiamo dai numeri principali della configurazione europea. L'autonomia stimata è di 550 km, con un consumo di 1,0 kWh per chilometro. Non è un'autonomia da record assoluto nel mondo dei camion elettrici, ma è sufficiente per coprire la maggior parte delle tratte regionali e molte rotte a lungo raggio europee senza soste intermedie.
Il sistema di ricarica è uno dei punti più interessanti: il Semi supporta fino a 800 kW di potenza di ricarica, che nella pratica significa recuperare il 60% dell'autonomia in circa 30 minuti. Tesla utilizza la propria rete Megacharger, che può arrivare fino a 1,2 MW, pensata appositamente per i veicoli commerciali. Per un autista che deve rispettare i tempi di guida obbligatori per legge, questa finestra di ricarica si sovrappone bene alle pause previste dalla normativa europea.
Sotto al cofano (o meglio, sotto al pianale) ci sono tre motori elettrici indipendenti sugli assi posteriori, con una potenza di trazione fino a 800 kW. Il vantaggio pratico è la coppia istantanea disponibile a qualsiasi velocità: salite, immissioni in autostrada, sorpassi, tutto avviene senza i tempi di risposta tipici di un motore diesel. Il peso a vuoto è inferiore a 9.100 kg, un dato rilevante perché lascia più spazio al carico utile.
C'è anche una presa di forza elettrica (ePTO) fino a 25 kW, utile per alimentare attrezzature refrigerate o altri sistemi ausiliari del rimorchio, senza dover accendere un motore diesel separato.
Tesla punta molto sul costo operativo inferiore rispetto al diesel. L'elettricità costa meno per chilometro rispetto al gasolio in molti scenari, e i veicoli elettrici hanno meno parti in movimento: niente sistema di post-trattamento dei gas di scarico (AdBlue, filtri antiparticolato), meno componenti da sostituire, meno fermi per manutenzione. Sulla carta, il calcolo torna.
Il punto critico, però, è quello che Tesla non dice esplicitamente: il prezzo di acquisto. Negli USA il Semi parte da circa 150.000 dollari, una cifra significativamente più alta rispetto a un camion diesel equivalente. Tesla sostiene che il risparmio operativo nel tempo permette di ammortizzare la differenza prima del ciclo di sostituzione standard della flotta, ma questo dipende molto dai chilometri percorsi, dal costo dell'energia e dalla disponibilità di infrastrutture Megacharger lungo i percorsi abituali. In Europa, la rete Megacharger è ancora da costruire in larga parte.
Per le flotte che operano su rotte fisse e prevedibili, con depositi attrezzabili per la ricarica notturna, il Semi ha senso.