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Il Pentagono testa laser e microonde: fermeranno gli sciami di droni?
Il Pentagono ha messo alla prova laser e microonde contro i droni nel poligono di White Sands, nel New Mexico. Durante una dimostrazione, un prototipo dell’esercito ha fatto precipitare tutti i 12 velivoli di uno sciame. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha anche azionato il sistema laser LOCUST, neutralizzando un altro drone. L’obiettivo è contrastare piccoli velivoli economici senza consumare ogni volta un missile molto più costoso.
Il prototipo a microonde deriva da Leonidas, sviluppato da Epirus. Nel test, l’energia elettromagnetica ha perturbato l’elettronica necessaria a mantenere i droni in volo, facendoli cadere pressoché insieme. Il bersaglio delle microonde ad alta potenza è quindi il funzionamento dei circuiti: per chi segue l’hardware, è un esempio concreto di come la vulnerabilità dell’elettronica possa determinare il comportamento di un’intera macchina.
Un laser ad alta energia agisce invece riscaldando fisicamente il bersaglio. Il fascio deve rimanere sul drone abbastanza a lungo da fondere la plastica o danneggiare il metallo. Leonardo DRS ha integrato LOCUST in un prototipo del veicolo blindato Stryker: il radar individua e segue il velivolo, un sistema a infrarossi lo identifica e successivamente viene attivato il laser. Individuazione, riconoscimento e puntamento fanno quindi parte della stessa catena tecnologica.
La conseguenza attesa delle armi a energia diretta riguarda soprattutto costi e rifornimenti: sostituire una parte degli intercettori con fasci elettromagnetici potrebbe ridurre il consumo di missili contro minacce poco costose e numerose. Una difesa efficace nel singolo abbattimento può infatti diventare economicamente insostenibile sotto attacchi ripetuti. Sul piano industriale, questi programmi appartengono alla competizione sulle tecnologie strategiche, nella quale rientra anche la scelta della Cina di dare priorità al quantum fino al 2030.
Per portare questi sistemi verso l’impiego operativo, la Joint Interagency Task Force 401, istituita nell’agosto 2025, ha selezionato cinque basi in Arizona, Texas, Stato di Washington, North Dakota e Missouri. Il programma pilota raccoglierà le valutazioni degli operatori per orientare addestramento e procedure. Secondo il tenente colonnello Adam Scher, servirà anche a coordinare l’utilizzo di laser e microonde con l’autorità federale dell’aviazione nei cieli statunitensi.
Il coordinamento con la Federal Aviation Administration ha già avuto conseguenze concrete. A febbraio, l’agenzia di frontiera CBP ha impiegato LOCUST vicino a Fort Bliss contro un oggetto ritenuto un drone, che potrebbe essere stato un palloncino in Mylar; il mancato coordinamento ha portato alla chiusura dello spazio aereo intorno all’aeroporto di El Paso. Due settimane dopo, vicino a Fort Hancock, un laser militare ha abbattuto un drone appartenente alla stessa CBP. Nel mese successivo, Pentagono e FAA hanno collaudato insieme LOCUST a White Sands per valutarne l’impiego in presenza di aerei civili.
Philip Perconti, responsabile tecnologico di Leonardo DRS ed ex capo scienziato dell’esercito, descrive il lavoro necessario per trasferire questi strumenti dal laboratorio ai veicoli militari: rendere robusti gli apparati preservandone l’ottica di precisione e l’alimentazione. L’azienda sta sviluppando soluzioni più mobili, capaci di affrontare diversi droni in rapida successione. La sfida ancora aperta è trasformare una dimostrazione riuscita in una difesa affidabile, capace di riconoscere il bersaglio corretto e funzionare nelle condizioni dell’impiego operativo.
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