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Mondiali 2026, disattivati 400 domini usati per trasmettere illegalmente partite in diretta
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Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha annunciato il sequestro di quasi 400 domini sfruttati per trasmettere illegalmente in streaming le partite in diretta della Coppa del Mondo FIFA 2026.
L’operazione, denominata “Operation Offsides“, è stata curata dal National Intellectual Property Rights Coordination Center (Centro nazionale di coordinamento dei diritti di proprietà intellettuale) insieme al Dipartimento della sicurezza interna degli Stati Uniti.
Il numero totale di domini oscurati fino a oggi è circa cinque volte superiore a quello registrato durante il torneo del 2022 in Qatar, e l’Homeland Security Investigations sottolinea che i siti per lo streaming illegale possono esporre gli spettatori a malware e al furto di dati finanziari.
Il campionato mondiale di calcio 2026, noto anche si svolge per la prima volta in tre nazioni (Canada, Messico e Stati Uniti), elemento che conferisce alle autorità statunitensi una giurisdizione più ampia rispetto alla Coppa del Mondo FIFA Qatar 2022.
Gli investigatori hanno individuato infrastrutture di streaming in server in Perù e Bulgaria, ed eseguito interventi di smantellamento in Croazia, Romania, Polonia e Colombia. La FIFA ha identificato i domini incriminati, mentre beIN Media Group, NBCUniversal, l’Alliance for Creativity and Entertainment della Motion Picture Association, la UFC e la Warner Bros. hanno contribuito a fornire ulteriori informazioni.
Tysen Duva, vice procuratore generale aggiunto della Divisione Criminale del Dipartimento di Giustizia USA, ha dichiarato che i sequestri riflettono il dovere del Paese «in quanto nazione ospitante, di proteggere la Coppa del Mondo FIFA dai criminali». Il sito Tom’s hardware spiega che il sequestro dei domini è uno strumento limitato contro attività che cambiano continuamente indirizzi e si appoggiano a sistemi di gestione ridondanti, motivo per il quale gli organi di contrasto colpiscono all’improvviso centinaia di domini alla volta.
Le autorità hanno preso di mirai responsabili dei siti per lo streaming illegale e, in alcuni casi, i clienti. Intanto i tribunali USA sono alle prese con i limiti della responsabilità per attività di pirateria. A marzo, la Corte Suprema ha stabilito che gli ISP (fornitori di servizi internet) non sono responsabili delle violazioni commesse dai loro abbonati. Lo scorso anno un tribunale greco ha condannato a cinque anni di carcere il gestore di un sito torrent, e a marzo un tribunale irlandese ha ordinato a Revolut di rivelare l’identità di oltre 300 abbonati a un servizio IPTV pirata.
In occasione dei principali eventi sportivi degli ultimi anni, esperti di sicurezza hanno osservato un parallelo aumento delle registrazioni di domini basati sui nomi dei rispettivi eventi. La maggior parte di questi siti è utilizzata per truffe, come offerte di biglietti falsi o la trasmissione gratuita in diretta dell’evento. Molti dei siti che promettono la visione gratuita di eventi puntano a rubare i dati degli utenti; oltre alle truffe tradizionali (omaggi di biglietti, vendita di souvenir, ecc), non mancano truffe basate sulle criptovalute. Gli appassionati di calcio sono invitati a investire in token creati appositamente per il torneo, o a scommettere sui risultati ottenendo pagamenti in criptovaluta o NFT. naturalmente, per ricevere la “vincita”, è necessario condividere i dati del proprio cryptowallet.
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