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Intel cancella l'APU Nova Lake più potente: cosa succede?
Intel avrebbe rinunciato alla versione di Nova Lake-S equipaggiata con una GPU integrata da 12 core Xe3P, spostando quel progetto alla generazione successiva, indicata come Razor Lake-S. La segnalazione è arrivata dal leaker Jaykihn, la stessa fonte che in aprile aveva rivelato l'esistenza di quella configurazione, e riguarda l'unico modello pensato per offrire un PC da gioco senza scheda video dedicata. Nessuna conferma ufficiale da Santa Clara, però il riposizionamento ricalca quanto già visto con Nova Lake-AX, cancellato e poi ripreso come Razor Lake-AX.
Il chip mancato prevedeva 16 core suddivisi in 4 P-core, 8 E-core e 4 LPE-core, affiancati da 12 core Xe3P derivati dal die mobile Nova Lake-H, con 20 MB di cache L2 riservati al blocco grafico. Le indiscrezioni parlavano di un PL2 di 40 W per la sola grafica, picchi fino a 65 W su PL3 e PL4 e schede madri con due fasi VCCGT dedicate, oltre al supporto per memorie DDR5-8000 in formato CSODIMM. Per confronto, la Arc B390 integrata in Panther Lake usa 12 core Xe3 e può assorbire fino a 80 W: un budget energetico difficile da conciliare con una gamma desktop che, ai vertici, arriverebbe a 175 W di TDP e 52 core nella variante a doppio compute die.
Nova Lake -S 12Xe has been changed to Razor Lake -S 12Xe
Sempre stando alle indiscrezioni, il resto del listino non cambia: la versione DS a 28 core è attesa nel primo trimestre 2027, mentre i modelli K sbloccati dovrebbero arrivare tra marzo e aprile, con la piattaforma slittata dal secondo semestre 2026 alla prima metà del 2027 sul socket LGA 1954, destinato a più generazioni. Il ritardo, però, cade nel momento peggiore. Secondo Mercury Research, nel secondo trimestre 2026 le consegne di CPU desktop sono crollate di oltre il 20% su base annua, penalizzate dai prezzi di DDR5, SSD e schede grafiche.
In quel contesto AMD ha guadagnato terreno, salendo al 34,9% delle unità desktop x86 (+1,8 punti sul trimestre precedente e +2,7 sull'anno), contro il 65,1% di Intel, in calo dal 67,8% di dodici mesi prima. Sul fronte client complessivo AMD ha superato per la prima volta il 30%, arrivando al 30,3%, mentre la quota x86 totale toccava il 34,1%. A spingere i Ryzen sono la domanda per i modelli X3D e la longevità della piattaforma AM5, due leve che Intel non ha ancora replicato.
Proprio per questo una APU desktop capace di far girare i giochi senza GPU discreta avrebbe avuto senso ora, con le schede video ormai quasi introvabili e a prezzi folli. Il cambio di piani di Intel ci porta invece ad over aspettare almeno un altro ciclo di prodotto, sperando che l'azienda non cambi idea anche con i futuri Razor Lake-S.
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