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Recensione HP OmniBook X 14, un ottimo compagno di viaggio
La gamma OmniBook X è il modo in cui HP ha deciso di riorganizzare la propria offerta di portatili premium intorno all'idea di AI PC, portando nel segmento mainstream funzioni e hardware prima riservati alle serie più costose. L'OmniBook X 14 che ho ricevuto si basa su piattaforma Intel Panther Lake-H ed è una macchina pensata per lavorare ovunque, che punta molto su display, autonomia e usabilità. Vediamo com'è andata.
L'OmniBook X 14 convince per il suo equilibrio. Il telaio in alluminio è sottile e leggero, il pannello OLED offre contrasto profondo e copertura 100% DCI-P3, i 32 GB di RAM ad alta frequenza gestiscono senza affanno un multitasking pesante e la NPU Intel AI Boost, dichiarata fino a 50 TOPS, abilita tutte le funzioni Copilot+ di Windows 11 in locale. La dotazione è ottima anche per il lavoro da remoto, con webcam a infrarossi da 5 MP, Windows Hello e audio Poly Studio.
I compromessi ci sono: la luminosità di 300 nit limita l'uso all'aperto, la memoria è saldata e quindi non può essere aggiornata e la grafica integrata limita la capacità con i carichi 3D e i rendering più impegnativi. Ma se il vostro lavoro vive dentro browser, documenti, videocall e ritocchi leggeri, questo laptop vi darà grandi soddisfazioni.
Il cuore è l'Intel Core Ultra 7 356H, processore mobile ad architettura ibrida che arriva a 16 core e 16 thread, combinando core ad alte prestazioni, core a efficienza e un cluster a bassissimo consumo. La cache L3 è di 18 MB, la frequenza base si attesta intorno a 1,5 GHz e il boost sale fino a 4,7 GHz sui P core. Accanto ai core general purpose lavora la NPU Intel AI Boost, con capacità fino a 50 TOPS, che colloca il notebook a pieno titolo nella categoria Copilot+ PC di Microsoft. Il comparto grafico è affidato alla soluzione integrata Intel.
Proprio in merito alla memoria, abbiamo 32 GB di LPDDR5X a 8533 MT/s, saldati sulla scheda madre e che quindi non possono essere aggiornati. Per lo storage troviamo un SSD M.2 PCIe 4.0 da 1 TB firmato Kioxia, abbastanza grande da permettere di tenere librerie e progetti sul disco interno senza ricorrere sistematicamente a unità esterne.
Il display è un OLED da 14'' con risoluzione 1920x1200 in formato 16:10, pannello UWVA ad ampi angoli di visione, tempo di risposta di 0,2 ms, luminosità di 300 nit e copertura 100% DCI-P3. La superficie è protetta da Corning Gorilla Glass 3 e il vetro edge-to-edge, unito al design micro-edge con cornici sottili, mantiene alto il rapporto tra area utile e ingombro. Sono presenti la modalità Low Blue Light e la relativa certificazione TÜV per la riduzione della luce blu.
La scocca è in alluminio, con uno spessore di circa 12,6 mm e peso di circa 1,3 kg. La dotazione di porte è più generosa di quanto lo spessore suggerisca, perché HP mantiene USB-C, USB-A, uscita HDMI e jack audio, evitando quindi l'obbligo di un adattatore per collegare un monitor o una periferica di vecchia data. La connettività wireless sfrutta una scheda Intel BE211 Wi-Fi 7, mentre l'alimentazione avviene tramite USB-C.
Chiudono il quadro la fotocamera a infrarossi da 5 MP con otturatore fisico e riconoscimento Windows Hello e i doppi altoparlanti con accordatura Poly Studio.
Nell'uso quotidiano l'OmniBook X 14 si comporta come ci si aspetta da una piattaforma Core Ultra H abbinata a 32 GB di RAM veloce: browser con decine di schede aperte, client di posta, chat aziendali, editor di testo e una timeline di montaggio leggera convivono senza che il sistema debba chiudere nulla in background. È qui che i 32 GB fanno la differenza rispetto al taglio da 16 GB, non tanto in velocità pura quanto nella capacità di poter tenere tantissime schede e app aperte. L'SSD PCIe Gen4 assicura un'avvio fulmineo e lo stesso vale per l'accesso a Windows 11 sfruttando il riconoscimento del volto di Windows Hello.
Nell'uso da ufficio sorprende piacevolmente anche la tastiera. Offre un feedback tattile e sonoro piacevole e ben definito, sono riuscito da subito a scrivere senza