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La morte di Pantani, per la Procura di Rimini non ci fu alcun pestaggio
Integrazione alla richiesta di
archiviazione per l'ultima indagine sulla morte di Marco
Pantani. Il pm di Rimini, Luca Bertuzzi, ha inoltrato al gip
Raffaele Deflorio, una nota aggiuntiva alla richiesta già
presentata nel febbraio del 2024, dopo una lunga analisi, la
terza nel corso di questi 22 anni in cui si è indagato sul
decesso del campione di ciclismo, ritrovato cadavere il 14
febbraio del 2004 in una stanza del residence "Le Rose".
Per tre volte gli inquirenti riminesi sono giunti alla
stessa conclusione, non fu omicidio. L'ultima indagine, quella
del pm Bertuzzi, si è chiusa con un'archiviazione su cui si
attende la fissazione d'udienza da parte del gip Deflorio. Nel
frattempo a più ondate, l'avvocato Fiorenzo Alessi che
rappresenta i genitori di Pantani, ha presentato alcuni nuovi
elementi chiedendo alla Procura di indagare. L'ultimo in ordine
di tempo di questi nuovi elementi su cui i familiari hanno
chiesto di indagare riguarda le parole di un detenuto, nel
carcere di Rimini riferite ad un agente penitenziario, secondo
cui "Marco fu massacrato di botte per un credito di droga di
circa 260mila euro". Per non lasciare dubbi, la Procura quindi
ha incaricato i carabinieri di verificare quanto riportato.
Nell'indagine durata dal febbraio al giugno di quest'anno,
durante la quale sono stati sentiti sia il detenuto che
l'agente, non sarebbero stati riscontrati elementi di prova per
cui il pm ha integrato la richiesta di archiviazione.
La morte di Pantani, per la Procura di Rimini non ci fu alcun pestaggio
RIMINI,
16 settembre 2026, 18:12
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