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La nuova arma per copiare agli esami? Gli occhiali smart con intelligenza artificiale
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Sempre più studenti sfruttano occhiali smart (con integrate funzionalità di intelligenza artificiale) per imbrogliare nei test, con conseguenti rischi sia sul piano dell’integrità delle prove sia su quello della privacy e della sicurezza. E nelle società dell’Asia orientale, ossessionate dagli esami, dove una singola prova può influenzare la traiettoria della futura carriera e dello status sociale di uno studente, gli educatori stanno cercando di risolvere il problema, prima che la situazione sfugga di mano.
A riferirlo è CNN spiegando che varie nazioni stanno intensificando i controlli dei candidati ai test. Per il logorante esame di ammissione all’università che si tiene ogni anno in Cina all’inizio di questo mese — a cui partecipano ogni anno più di 10 milioni aspiranti — le autorità hanno richiesto il controllo degli occhiali indossati. Nel Regno Unito, il capo dell’ente di controllo degli esami in Inghilterra ha avvertito all’inizio del mese che gli occhiali IA e i dispositivi intelligenti come gli auricolari potrebbero peggiorare il fenomeno degli imbrogli durante gli esami.
In Corea del Sud sono stati segnalati due casi di imbrogli negli esami sfruttando occhiali dotati di intelligenza artificiale. A Taiwan, una università nella quale uno studente è stato sorpreso a imbrogliare sta ora rivedendo i regolamenti e le procedure operative standard per tenere conto degli occhiali IA durante gli esami.
Secondo molti osservatori, il fenomeno è molto diffuso e i casi di cui si parla sono pochi rispetto a quelli reali. Molti non vengono denunciati, spiega Thomas Corbin, docente presso la Deakin University in Australia, che ha condotto ricerche sull’uso degli occhiali dotati di intelligenza artificiale e di altri dispositivi intelligenti nelle valutazioni accademiche.
Con il rapido sviluppo della tecnologia IA, gli occhiali smart stanno diventando più sottili e meno visibili, e potrebbero integrare modelli di intelligenza artificiale in grado di funzionare autonomamente indipendentemente dalla connettività. La diffusione di occhiali smart solleva preoccupazioni non solo sull’integrità degli esami, ma anche su rischi più ampi legati alla privacy.
Molti occhiali smart assomigliano a normali occhiali da vista o da sole, non hanno schermi visibili, utilizzano auricolari a conduzione ossea e possono essere controllati tramite comandi vocali molto discreti. Per un docente o un sorvegliante può essere complicato capire se il dispositivo è semplicemente indossato o effettivamente in uso. Come è facile immaginare, fotocamere e microfoni possono essere usati per fotografare le prove d’esame, registrare audio in aula, acquisire immagini di altri studenti e insegnanti. È possibile ricevere suggerimenti in tempo reale, riconoscere il testo di una prova e generare risposte, tradurre contenuti o risolvere problemi matematici, ecc. rende più difficile individuare comportamenti scorretti rispetto all’uso di uno smartphone.
Scuole, università ed istituti vari stanno adottando misure come il divieto esplicito di indossare dispositivi smart durante gli esami e controlli visivi o verifiche supplementari in caso di sospetto. rischio principale non è rappresentato dagli occhiali smart in sé, ma dalla loro capacità di fornire assistenza invisibile, registrare informazioni e comunicare con l’esterno, rendendo molto più complesso garantire che la valutazione rifletta effettivamente le conoscenze e le competenze dello studente.
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