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La carenza di RAM diventa strutturale, costi più alti per imprese e mercato tech
La carenza di RAM, NAND e SSD non va più letta dalle imprese italiane come una fiammata temporanea dei listini, ma come un vincolo da portare nei budget IT, nei rinnovi dei data center e nei capitolati di acquisto. Il messaggio arrivato da Lenovo all'ISC 2026 è diretto: i prezzi molto bassi della memoria visti nel 2025 difficilmente torneranno nel breve, mentre la domanda legata all'AI continua ad assorbire capacità produttiva.
Secondo nel resoconto pubblicato da Tom's Hardware, durante l'International Supercomputing Conference 2026 Lenovo ha presentato una slide intitolata "The 5 Step RAMaggeddon Survival Guide" e ha spiegato che il mercato della memoria non tornerà rapidamente alle condizioni dello scorso anno. Per chi in Italia pianifica server, workstation, notebook aziendali o storage, la conseguenza pratica è una revisione dei cicli di refresh: non solo prezzo unitario, ma disponibilità, configurazione e contratti di fornitura.
Il passaggio più citato arriva dall'articolo tedesco di ComputerBase, che ha seguito la presentazione Lenovo all'ISC 2026. La frase secondo cui non sarà mai più come lo scorso anno, precisa ComputerBase, è stata pronunciata con un sorriso e non va trattata come una previsione letterale per l'eternità. Il punto industriale resta però netto: i prezzi molto bassi di inizio 2025 erano un'anomalia di mercato.
Lenovo, primo OEM PC mondiale secondo quanto riportato da Tom's Hardware, collega la nuova fase alla domanda di infrastrutture AI. La tesi è che anche quando nuova capacità produttiva inizierà ad arrivare in modo significativo dal 2028, una parte consistente dell'output aggiuntivo sarà assorbita dai data center e dai sistemi accelerati. In questo scenario, DRAM e NAND non rientrerebbero automaticamente sui minimi osservati negli ultimi due anni.
La lettura è coerente con il comportamento dei produttori di memoria: se il settore si attendesse un ritorno rapido alla sovracapacità e ai margini sottili, sarebbe meno razionale accelerare investimenti di lungo periodo. Lenovo usa proprio l'espansione annunciata da SK hynix come indizio di una domanda destinata a restare sostenuta.
Nel resoconto del Register su SK hynix, il presidente Chey Tae-won afferma che la capacità wafer dell'azienda dovrebbe raddoppiare entro cinque anni e triplicare intorno al 2034. La società sta portando online quattro ulteriori fabbriche di wafer, con una prima fase indicata come possibile già dal 2027. Anche questa accelerazione non implica prezzi più bassi nel breve: indica che i produttori stanno inseguendo una domanda che resta superiore all'offerta disponibile.
Il tema non riguarda solo il costo dei moduli DIMM nei PC. Lenovo ha richiamato un punto più tecnico: la capacità di memoria deve entrare prima nella progettazione e nell'acquisto dei server. Per anni i vendor hanno promosso la capacità massima supportata dalle piattaforme; riempire davvero tutti gli slot, in un mercato di memoria più caro, cambia il conto economico della macchina.
Il caso citato da Tom's Hardware è quello dei nuovi server dual socket con 16 canali di memoria per processore. Per sfruttare la banda disponibile, anche una configurazione non estrema può richiedere circa 1 TB di memoria installata. Il costo non è più un accessorio rispetto a CPU, GPU e storage: diventa una delle variabili che decide se una configurazione è sostenibile.
ComputerBase riporta anche l'indicazione di Lenovo secondo cui, per alcune applicazioni, una soluzione accelerata da GPU può risultare più efficiente rispetto a un'espansione massiccia della memoria CPU. Il punto non è trasformare ogni workload in un progetto AI, ma confrontare prestazioni, capacità e costo complessivo invece di acquistare server guardando soltanto alla scheda tecnica massima.
Per le imprese italiane che rinnovano infrastrutture ERP, virtualizzazione, analytics o ambienti di sviluppo AI, la gara d'acquisto deve quindi separare tre voci: memoria minima necessaria, memoria utile per saturare la ba