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[SPOILER] 5 sequenze di gameplay deludenti in giochi altrimenti eccezionali
La perfezione non esiste, come si usa dire, nemmeno in giochi osannati da critica e pubblico e diventati autentiche icone del mondo videoludico. Anche in un'opera eccezionale, infatti, può capitare di imbattersi in una fase di gioco sottotono e poco ispirata, molto meno brillante rispetto al resto dell'avventura.
Volete scoprire qualche esempio? Di seguito vi citiamo 5 sequenze di gameplay deludenti in giochi altrimenti eccezionali. La buona notizia è che rimangono comunque titoli magistrali nonostante questi inciampi.
Considerato uno dei giochi simbolo della generazione PS3/Xbox 360 e divenuto un vero e proprio fenomeno di culto imitato da sviluppatori di tutto il mondo, l'indimenticabile Dark Souls tocca il suo punto più basso una volta raggiunto Lost Izalith, di fatto lo scenario meno ispirato del classico targato From Software. Oltre ad apparire come uno scenario vuoto ed incompleto dal level design confuso, attraversare Lost Izalith è un incubo a causa delle sue ampie distese di lava e persino il suo boss, la Culla del Caos, è generalmente considerato tra i peggiori offerti dal kolossal di Hidetaka Miyazaki per via di un'impostazione inconsueta del combattimento che non funziona in modo convincente. Una delle poche sbavature di un gioco di ruolo altrimenti impeccabile.
L'evento clou dell'intera saga norrena di God of War si rivela anche il più deludente e non all'altezza delle aspettative. Si passano due giochi interi ad attendere questo momento, l'attesa per questo evento apocalittico si fa sempre più forte con il passare delle ore di God of War Ragnarok, e quando finalmente arriva il momento di vivere questa grande battaglia epocale rimane soltanto un pensiero finale: "tutto qui?". Il Ragnarok appare come un evento frettoloso, privo dell'epicità e del coinvolgimento atteso e che di sicuro non riesce a trasmettere le sensazioni apocalittiche che dovrebbero caratterizzarlo. Nemmeno lo scontro decisivo con Odino appare immenso come sperato, e la conclusione del Ragnarok avviene in maniera talmente rapida che il giocatore quasi non se ne accorge. Si salva giusto il confronto finale tra Kratos e Thor, ancora più spettacolare del primo, ma è l'unico sussulto di una sequenza che poteva e doveva dare di più. La speranza è che God of War Laufey in uscita il 16 febbraio 2027 possa offrire un'avventura dalla qualità elevata dall'inizio alla fine, senza perdersi proprio sul finale, sul più bello.
Anche uno degli FPS più importanti della storia videoludica nonché autentico fenomeno di culto ha il suo momento fortemente negativo, rappresentato dalla famigerata settima missione della campagna single player ambientata nella Biblioteca. Master Chief si trova a seguire 343 Guilty Spark attraverso corridoi senza fine infestati da orde di parassiti Flood che non lasciano mai un attimo di tregua. Il problema è che la missione nella Biblioteca si protrae fin troppo a lungo seguendo sempre lo stesso identico schema, finendo con il diventare sempre più tediosa, snervante e soporifera. A questo si aggiunge un level design mal pensato e privo d'ispirazione che nulla ha da spartire con le meraviglie mostrate fino a quel momento da Halo Combat Evolved. C'è un motivo se ancora oggi a distanza di 25 anni i fan di Halo impallidiscono quando si nomina la Biblioteca, che scatena nella loro testa veri e propri "Vietnam Flashbacks" che vorrebbero soltanto essere dimenticati. E invece quello scenario tocca sorbirselo anche nell'ottimo remake Halo Campaign Evolved.
Riconosciuto come un capolavoro immenso che ha rivoluzionato non solo la sua serie di appartenenza ma anche i Survival Horror in generale, anche l'originale Resident Evil 4 del 2005 ha i suoi occasionali inciampi. Proteggere Ashley impartendole ordini rudimentali non è esattamente il massimo del coinvolgimento e per diversi giocatori l'ultima fase dell'avventura ambientata nell'Isola, per quanto comunque molto bella, non ha lo stesso impatto ed atmosfere del Villaggio e del Castello. Se