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Silent Hill Townfall Recensione: sei pronto a vivere un nuovo incubo? Tante ore di puro terrore
Silent Hill Townfall si distingue per l'atmosfera anni '90, enigmi narrativi originali e critica sociale, ma la trama sorprende meno del previsto.
Townfall è di gran lunga il titolo più ambizioso mai realizzato da Screen Burn. Nel corso delle 15 ore da noi impiegate per ultimare la prima run (ce la siamo presa comoda con l'esplorazione), il gioco ci ha sorpreso con diversi spazi ludici ben caratterizzati e assemblati, enigmi di grande valore - anche narrativo - e in generale elementi di gameplay più complessi rispetto a quelli contenuti nei titoli precedenti del team. Proprio per via delle ambizioni del progetto, siamo incappati pure in qualche inciampo lungo la strada, ma sappiate una cosa: Townfall è un vero Silent Hill, un horror psicologico che affronta con lucidità e profondità i temi su cui si fonda. Al tempo stesso, avremmo desiderato un po' di coraggio in più nella scrittura della "indagine" di Simon Ordell, che sfortunatamente ha faticato a sorprenderci.
Simon Ordell emerge d'improvviso dalle gelide acque che cingono l'isola di St. Amelia, in Scozia. È lì perché una voce gli ha chiesto di tornare per "chiudere delle questioni", così da fare il bene degli abitanti del luogo e della cittadina stessa. L'uomo indossa un braccialetto ospedaliero e ha una cannula medica inserita nella mano, connessa a una sacca contenente una soluzione endovenosa di natura sconosciuta.
Ancora spaesato, comincia ad avventurarsi per strade costeggiate da casette variopinte e attività commerciali chiuse o abbandonate. Gli echi di una violenta protesta passata contro un'importante compagnia del posto lo attirano nella piazza centrale di St.Amelia e dopo poco Ordell coglie menzioni legate a una certa tragedia, che in qualche modo ha stravolto le esistenze dei locali. Intenzionato a rispondere alla richiesta d'aiuto fattagli in apertura e a mettersi sulle tracce della sfuggente Zoe, Simon si avventura sull'isola per far luce sul suo stesso ruolo in una vicenda animata da una forte critica sociale, specie alle fredde logiche aziendali di stampo capitalista e alla miseria che possono portare a chi il potere non ce l'ha.
Premesse a parte, non vogliamo anticiparvi nulla sul racconto del gioco, ne sui suoi altri personaggi chiave che, senza andare nello specifico, sono stati approfonditi in una maniera inaspettata. In generale, troviamo che le tematiche portanti siano state trattate ottimamente da Screen Burn, e non solo mediante i tipici elementi di narrazione ambientale come registrazioni, video, testi, foto e oggetti vari. Tanto per cominciare, un buon numero di enigmi centrali ha una enorme rilevanza narrativa e lascia il segno. Inoltre anche azioni e situazioni normalmente banali posseggono un forte valore allegorico, come aprire una porta bloccata o raccogliere una grande abbondanza di munizioni. Sottolineata l'alta qualità di questa dimensione dello storytelling, dobbiamo dirvi di non essere rimasti altrettanto colpiti dagli sviluppi del viaggio di Simon, tra qualche rivelazione piuttosto telefonata e un'aderenza quasi scolastica a canoni ben noti della saga. Persino il primo dei cinque finali disponibili, al netto di un elemento comunque intrigante, ci ha lasciato più tiepidi del previsto e questo è un peccato. Sì, esistono anche le altre conclusioni, ma vista la natura dell'esperienza non tutti potrebbero essere disposti ad affrontare run su run per vederle.
Quella di Silent Hill Townfall è un'avventura corposa, composta da spazi ludici spesso interessanti da esplorare a fondo, che si spingono ben oltre il primo centro abitato di St. Amelia, le sue abitazioni e i negozi visitabili. Il titolo ha dalla sua anche strutture sanitarie piccole e grandi, ulteriori blocchi urbani e altre zone che non vogliamo svelarvi. C'è anche una dimensione in stile Otherworld, con Simon che ad esempio si ritrova nelle versioni "diverse" di ambientazioni già note, tra passaggi stretti, condotti d'aerazione arrugginiti, asfissianti stanzoni in cemento e sezion