// IGN ITALIA — GAMING
LumenTale: Memories of Trey - La recensione
Lo strapotere di Pokémon nell'ambito dei monster collector ha reso difficile, per qualsiasi altra serie, farsi strada anche solo per affiancare il colosso di Game Freak e Nintendo. Negli ultimi anni, però, qualcosa sta cambiando: la qualità dei capitoli principali del suddetto franchise è calata sensibilmente uscita dopo uscita, alimentando un crescente malcontento tra gli appassionati di questo sottogenere di GdR. Certo, la serie continua a vendere come il pane grazie a una parte della fanbase che, spesso, chiude entrambi gli occhi persino di fronte a problemi evidenti come quelli che hanno caratterizzato Pokémon Scarlatto e Violetto. Fortunatamente, però, sono sempre di più i giocatori che sentono il bisogno di qualcosa di nuovo; pochi mesi fa Capcom ha pubblicato l'incredibile Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection, tra i migliori esponenti recenti della categoria, mentre tralasciando le grandi compagnie è principalmente nel mercato indie che si trovano le sperimentazioni più interessanti.
Coromon, Cassette Beasts e molti altri sono riusciti a realizzare titoli più che validi ispirandosi alla formula di Pokémon; a questi si è aggiunto di recente anche un promettente team italiano, Beehive Studios, che qualche anno fa ha condotto con grande successo una campagna Kickstarter per finanziare il proprio monster collector, LumenTale: Memories of Trey. Il titolo, pubblicato lo scorso 26 maggio, è attualmente disponibile solo su PC e Nintendo Switch (le versioni PS5 e Xbox arriveranno in seguito) ed è il frutto del lavoro di uno studio che nutre una profonda passione per il franchise di Pokémon. Un amore che emerge chiaramente giocando a LumenTale, un titolo che non si limita a omaggiare l'opera di Game Freak, ma prova a costruire un universo originale, capace di reggersi sulle proprie gambe.
Fin dalle prime battute, ciò che sorprende maggiormente di LumenTale: Memories of Trey è un comparto narrativo più profondo rispetto a quello a cui Pokémon ci ha abituati; si percepisce subito una maggiore influenza dei JRPG classici, con un mondo di gioco più strutturato e personaggi decisamente meglio caratterizzati. A cominciare dal protagonista, Trey, che, pur ricorrendo al classico cliché della perdita della memoria, risulta più maturo e dotato di un passato che, man mano che si procede nell'avventura, acquista sempre più spessore. LumenTale si apre con Ales, un bambino che, dopo la scomparsa dei genitori, si è completamente chiuso in sé stesso; un giorno trova Trey privo di sensi nei dintorni della sua piccola cittadina, Borgo Iride, e decide di portarlo dallo zio Kaplan, un rinomato scienziato che studia gli Animon, le creature collezionabili del gioco, e le tecnologie legate a questi esseri.
Fin dalle prime ore iniziamo così a scoprire un'ambientazione molto più articolata di quanto possa sembrare inizialmente. Il mondo di gioco si chiama Talea e, in passato, ospitava un grande impero nato dalla convivenza in armonia di esseri umani e Animon; qualcosa, però, andò storto: scoppiò una guerra civile che portò alla divisione dell'impero in due nazioni, Logos e Mythos. La prima è orientata verso il progresso tecnologico, mentre la seconda è rimasta profondamente legata alle antiche tradizioni. Sebbene il conflitto sia ormai terminato, i rapporti tra le due nazioni restano tutt'altro che distesi e, proseguendo nell'avventura, emergeranno molti altri dettagli sul loro passato.
Terminata l'introduzione, il gioco torna a una struttura narrativa e ludica che ricorda molto da vicino Pokémon. Ci si sposta infatti da una città all'altra, ciascuna caratterizzata da una propria identità, attraversando foreste, grotte, coste e montagne. In ogni area dovremo affrontare il boss locale e sconfiggere anche la squadra di Lumen più forte prima di poter proseguire verso la regione successiva. A proposito, in questo mondo i Lumen rappresentano l'equivalente degli allenatori di Animon, anche se il loro ruolo è in realtà più articolato; sono infatti c