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Bungie fa un passo indietro, ecco cosa accadrà ora
Quando Bungie ha annunciato che Monuments of Triumph sarebbe stato l'ultimo aggiornamento di contenuti per Destiny 2, la community ha reagito con una forza che ha colto di sorpresa persino lo studio. Quella reazione, tutt'altro che silenziosa, ha innescato una riflessione più profonda su cosa significhi davvero Destiny per chi lo gioca da oltre un decennio. Oggi, attraverso le parole di Poria Torkan, a capo dello studio, e Josh Deane, responsabile prodotto e general manager di Marathon, Bungie prova a fare i conti con il proprio passato recente e a tracciare una rotta diversa per il futuro.
Non si tratta di un semplice comunicato stampa. I due dirigenti hanno scelto di condividere in video la loro visione sullo stato attuale dello studio, ammettendo apertamente che qualcosa si è rotto negli ultimi anni. Bungie, che produce videogiochi da più di trent'anni, ha perso di vista le proprie priorità: i giocatori. Nel percorso, lo studio ha perso fiducia, colleghi di valore e, soprattutto, la bussola che dovrebbe orientare ogni decisione creativa.
Today, we’re sharing more about the future of Bungie, including our plans for Destiny, Marathon, and how we’re changing the way we work. Read more on https://t.co/ZkmLWmaQZr: https://t.co/QbDwADGinr pic.twitter.com/F5tcXF0TsN
Torkan e Deane non chiedono un atto di fede immediato. Sanno che la fiducia si ricostruisce con i fatti, non con le dichiarazioni d'intenti. Per questo motivo, il messaggio di oggi si concentra su impegni concreti piuttosto che su promesse vaghe, partendo da un dato di fatto: Destiny resta il pilastro su cui si fonda l'identità stessa di Bungie.
La decisione più significativa riguarda il cosiddetto "unvaulting", cioè il recupero di contenuti storici di Destiny 2 che erano stati rimossi dal gioco negli anni passati. Campagne, destinazioni e incursioni finite nel dimenticatoio torneranno accessibili a tutti i giocatori. Lo studio riconosce che quella scelta di archiviazione ha avuto conseguenze durature sulla fiducia della community: Destiny 2 non è mai stato solo un insieme di missioni, ma uno spazio dove sono nate amicizie e ricordi condivisi che i giocatori portano con sé da anni.
Riportare in vita questi contenuti non sarà però un'operazione semplice come recuperare vecchi file da un archivio. Le modifiche apportate al motore di gioco dopo l'espansione Beyond Light richiedono un lavoro di aggiornamento su illuminazione, incontri con i nemici, comportamento dei combattenti e altri sistemi sottostanti. Bungie chiede quindi pazienza, promettendo nei prossimi mesi ulteriori dettagli sui progressi di questo processo di restauro digitale.
L'obiettivo dichiarato è riportare Destiny alle sensazioni che lo hanno reso unico fin dall'inizio: il senso di mistero, la scoperta autentica, il senso di comunità tra Guardiani che affrontano insieme sfide impossibili. Il recupero dei contenuti vaultati rappresenta il primo passo di un percorso più ampio, che dovrebbe portare a nuove storie e nuovi capitoli del franchise, costruiti però con i tempi necessari a fare le cose per bene.
Per quanto riguarda Marathon, il quadro è diverso ma altrettanto delicato. Il gioco ha ottenuto un'accoglienza critica buona al lancio e chi lo ha adottato si è affezionato profondamente a ciò che lo rende diverso dagli altri shooter. Il problema è che Marathon non è riuscito ad attrarre il numero di giocatori che Bungie si aspettava, e lo studio ammette che il titolo ha bisogno di evolversi per crescere davvero.
La strategia annunciata prevede di mantenere il nucleo che rende speciale Marathon, superando però i vincoli di genere imposti inizialmente. L'intenzione è trasformarlo in un'esperienza di survival più profonda, capace di offrire ai giocatori molte più modalità per affrontare il pianeta alieno ostile che fa da sfondo alle vicende. Nei mesi restanti del primo anno di vita del gioco, il team continuerà a rafforzare combattimento, ambientazioni e tensione competitiva, dando ai giocatori maggior