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XBOX, ecco come Microsoft sta valutando le pubblicità nei videogiochi
Microsoft ha depositato una domanda di brevetto per un sistema capace di mostrare annunci pubblicitari dentro i videogiochi su PC e Xbox senza toccare le fasi attive di gioco. Il documento, intestato a Microsoft Technology Licensing e pubblicato negli Stati Uniti il 3 settembre con il numero US 2026/0260258 A1, è stato individuato dal sito Respawn First e descrive una tecnologia definita "context aware", cioè consapevole di ciò che sta accadendo sullo schermo. L'idea di fondo è riconoscere i cosiddetti trigger events, ovvero i momenti di pausa naturale di una sessione, e usarli come finestra per far partire uno spot.
Secondo il testo, quando il gioco rileva uno di questi eventi invia un segnale al sistema che gestisce i contenuti promozionali: l'interazione del giocatore viene sospesa, compare un video o un'immagine statica e la partita riprende al termine dell'annuncio. Tra gli esempi citati ci sono le schermate di caricamento, la fine di un round, la conclusione di una missione o di una cutscene e la sconfitta di un nemico specifico. Il brevetto prevede inoltre che il blocco possa avvenire a livello di sistema operativo, e non solo all'interno del software del gioco.
Il meccanismo centrale è quello dell'ad credit: ogni annuncio visualizzato assegna al giocatore un blocco di tempo senza interruzioni e, quando il credito si esaurisce, il titolo attende il primo momento adatto per proporre nuovo materiale pubblicitario. La differenza rispetto a un semplice conto alla rovescia sta proprio nella combinazione fra tempo residuo e dati provenienti dal motore di gioco, che serve a evitare lo spot nel mezzo di uno scontro o di un dialogo. La durata dei crediti varia in base al contesto: un'ora in modalità tutorial o allenamento, trenta minuti in una campagna in singolo, venti minuti nel multiplayer online, con distinzioni perfino fra pomeriggi infrasettimanali e serate del weekend. Tra le metriche alternative il documento elenca cinque round, un livello completato o tre partite online.
Il brevetto copre esplicitamente anche il software eseguito in remoto con trasmissione video al client, quindi il cloud gaming. Su questo fronte Microsoft si muove già: il 23 luglio ha avviato un test con gli Xbox Insider per lo streaming gratuito di giochi posseduti, con sessioni da un'ora e pubblicità prima dell'avvio, accompagnato da cinque principi fra cui l'impegno a non interrompere il flusso di gioco.
Un brevetto, però, non equivale a un prodotto annunciato. A metà settembre un rumor ha indicato un riassetto di Game Pass con un piano più economico supportato da pubblicità, ipotesi che Microsoft non ha smentito, ricordando di testare regolarmente offerte diverse per capire cosa funziona nei vari mercati. L'impatto più plausibile, almeno all'inizio, riguarda i free-to-play e gli accessi gratuiti al cloud, non i grandi titoli a pagamento.
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