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Più grande, più profondo, più feroce: State of Decay 3 riuscirà a stupirci?
State of Decay 3 punta su una gestione più profonda della comunità, gameplay più rifinito e zombie ancora più pericolosi.
State of Decay 3 sembra rientrare nella tipica definizione "bigger and better" di solito associata ai sequel che tendono a espandere la formula ludica del precedessore. Che sia più "grande" è un dato di fatto; che sia "migliore" lo scopriremo per certo solo nella versione finale. Le premesse comunque sono quelle giuste, perché in base a quello a cui abbiamo potuto giocare, anche se solo per poco tempo, le fondamenta di questo terzo capitolo targato Undead Labs paiono piuttosto solide.
Come ci è stato specificato dagli addetti ai lavori, al momento il team ha circa duemila persone esterne allo studio che stanno fornendo importantissimi feedback sulle prime fasi di gioco. Si tratta di fan esperti di State of Decay che dovrebbero assicurarsi che Undead Labs abbia fatto centro nel tentativo ampliare quanto di buono fatto col secondo episodio.
Questo dettaglio, probabilmente irrilevante per i più, rappresenta di contro una dichiarazione di intenti per gli estimatori della saga, volta a sottolineare l'importanza che gli sviluppatori stanno dando alla cesellatura di un gameplay pensato per il pubblico di appassionati, anche e soprattutto in vista della fase di closed beta prevista entro la fine dell'anno. Entrando nel vivo del terzo episodio, State of Decay 3 è un gioco di stampo survival in cui è fondamentale gestire una comunità nel bel mezzo di un'apocalisse zombie. Le regole di ingaggio sono quelle tipiche della serie: si controlla un personaggio alla volta, si va in giro con circospezione (perché i non morti sono molto aggressivi e pericolosi), si frantuma qualche testa quando possibile, si spara spesso e volentieri, si guida in lungo e in largo per la mappa e si raccolgono risorse con cui espandere i tre insediamenti che potremo creare, tramite i quali ovviamente far crescere il nostro gruppo di sopravvissuti. Come giocatori saremo responsabili delle loro vite e le nostre decisioni avranno un impatto sulla comunità, sul modo in cui vive, su chi riesce a vedere la luce di un nuovo giorno. Ciascuna scelta dovrà essere ponderata, a detta di Undead Labs. Ad esempio, come ci procureremo il cibo? All'interno di una struttura potremo magari dedicare uno slot alla coltivazione, oppure dare priorità alla produzione di mezzi offensivi con i quali difendersi dagli zombie e dedicarci al procacciamento di beni alimentari tramite l'esplorazione della vasta mappa. Con chi farlo sarà una nostra scelta: i personaggi vengono assemblati in maniera procedurale, tramite una combinazione di nome, aspetto, bagaglio culturale e sociale, abilità e tratti archetipici.
Tra gli avatar da usare possiamo trovare ad esempio chi è più temerario e possiede un gran quantitativo di stamina, con il contraccolpo di essere parecchio rumoroso e poco incline alle sortite silenziose (e gli zombie saranno molto sensibili ai rumori); c'è chi invece predilige un approccio più ragionato, ma possiede magari meno forza bruta e così via, in una serie di tratti che andranno tenuti in seria considerazione per assegnare a ciascun membro della comune un ruolo nell'insediamento, con annessi bonus e malus a seconda delle loro capacità. Sembra che il team abbia tentato di bilanciare i vari tratti dei personaggi per compensare i lati positivi con quelli negativi, e viceversa.La nostra demo, vissuta in compagnia di altri due colleghi, era interamente focalizzata sul combattimento, quindi non possiamo in alcun modo proferir parola sulla rinnovata profondità del sempre interessantissimo sistema gestionale.
Ci sono personaggi che ottengono più XP bonus per le uccisioni con singolo attacco, o che raddoppiano i danni dei colpi alla testa, o ancora che posseggono maggiore competenza nelle costruzioni: ne risulta che in State of Decay 3 il cambio di avatar sarà necessario in base alle diverse situazioni che vivremo. Come sanno i fan della serie, è un survival in cui