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AMD prepara un core Zen 6 a basso consumo per i carichi leggeri
AMD sta preparando per le future CPU Zen 6 un nuovo tipo di core a basso consumo, pensato per gestire carichi leggeri, attività in background e fasi di inattività con un assorbimento più contenuto. La novità emerge da recenti patch del kernel Linux e aggiunge un tassello tecnico importante alla prossima generazione di processori AMD, perché introduce una classificazione più precisa dei core all'interno dei chip eterogenei.
Finora la strategia AMD si è basata principalmente su due varianti della stessa architettura: Zen 5, usata come core standard, e Zen 5C, progettata per ottenere una maggiore densità di core con frequenze e consumi ottimizzati. Questo approccio, già visto anche con la generazione Zen 4, permette ad AMD di differenziare i prodotti client ed enterprise senza cambiare la base dell'ISA.
Il nuovo elemento è un core indicato come Low Power, distinto sia dai core performance sia dai core efficiency. Le patch del Linux Kernel estendono infatti la classificazione della topologia CPU x86 per includere un terzo tipo, identificato tramite CPUID Fn0x80000026 EBX[31:28]. Il valore 2 viene associato a un core progettato per ridurre al minimo il consumo durante workload di background o idle.
La differenza rispetto all'impostazione ibrida di Intel è sostanziale: AMD continuerebbe a usare core basati sulla stessa ISA x86, evitando la separazione più marcata tra P-Core ed E-Core. In pratica, il nuovo core low-power non sarebbe una rottura architetturale, ma una variante specializzata per efficienza e gestione energetica, utile soprattutto nei sistemi mobili e nelle APU.
Il primo impiego atteso riguarda la famiglia Medusa, che dovrebbe includere configurazioni con core Zen 6, Zen 6C e Zen 6 LP. Il quadro si inserisce nello stesso percorso già emerso analizzando il design 4C+4D attribuito a Medusa Point, dove AMD sembrava già orientata verso una composizione più articolata dei cluster CPU.
I dettagli prestazionali restano limitati, ma l'indicazione più concreta riguarda il comportamento nei consumi. Un core dedicato agli stati leggeri può migliorare l'autonomia dei notebook, ridurre l'energia sprecata nelle fasi di attesa e lasciare ai core più potenti i carichi realmente pesanti. Per AMD sarebbe anche un modo per avvicinare gli standard di efficienza idle raggiunti dalle piattaforme concorrenti.
Le APU Medusa sono attese intorno al periodo del CES 2027, quindi la conferma commerciale arriverà più avanti. Le patch software, però, mostrano che il supporto alla nuova topologia è già in preparazione: un segnale concreto del fatto che Zen 6 non punterà solo ad aumentare core e prestazioni, ma anche a separare meglio i compiti in base al consumo.