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Bambu Lab esce dalla stampa 3D: R1 è un laser CO₂ casalingo da 55W
Bambu Lab allarga il proprio raggio d’azione oltre la stampa 3D e presenta R1, un sistema desktop per taglio e incisione basato su un laser CO₂ da 55W. È il primo prodotto dell’azienda pensato per una categoria diversa dalle stampanti 3D e punta a portare in un ambiente domestico o in un piccolo laboratorio lavorazioni che, fino a oggi, richiedevano macchine più ingombranti e una buona dose di regolazioni manuali. In Europa costerà 2.499 euro, tasse incluse ma spedizione esclusa: i preordini partono oggi 22 settembre, con le prime consegne previste da ottobre.
Il vantaggio più evidente del passaggio a una sorgente CO₂ riguarda la varietà dei materiali. R1 può tagliare e incidere legno, acrilico, pelle, carta e tessuto, oltre a incidere vetro, pietra e metalli rivestiti. Rispetto a molti laser a diodo, può intervenire anche sull’acrilico trasparente e sul vetro, materiali attraversati dalla luce dei diodi senza produrre il risultato desiderato. Bambu Lab dichiara una capacità di taglio fino a 18 mm per il compensato di noce nero e fino a 20 mm per l’acrilico.
L’area di lavoro misura 600 × 300 mm, mentre l’accessorio Conveyor permette di alimentare elementi lunghi fino a 3.000 mm. La macchina può anche incidere oggetti curvi, una possibilità utile per ciotole, bicchieri e prodotti personalizzati. Il progetto conserva l’impostazione dell’ecosistema Bambu Lab: ridurre le operazioni di calibrazione e rendere accessibile un processo che, sulle macchine tradizionali, può richiedere esperienza specifica.
La funzione più caratterizzante è infatti Auto Laser Alignment. Nei sistemi CO₂ il fascio raggiunge la lente dopo essere stato riflesso da più specchi; anche un piccolo disallineamento può ridurre potenza e precisione. Sulle macchine convenzionali la correzione è spesso manuale e richiede prove ripetute. R1 utilizza invece un sensore montato sulla testa e attuatori motorizzati sugli specchi per individuare e compensare lo scostamento. Secondo Bambu Lab, l’intera procedura richiede circa un minuto.
Il sistema TriSense combina una camera panoramica dell’area di lavoro, una camera sulla testa, un laser di puntamento, un sensore di distanza ed encoder sugli assi XY. Insieme, questi componenti localizzano il materiale, misurano l’altezza della superficie e controllano la posizione della testa in tempo reale. L’obiettivo è mantenere uniforme l’incisione anche su superfici curve e seguire contorni stampati con una precisione dichiarata inferiore a 0,2 mm.
Una parte della tecnologia di movimento deriva dalle stampanti 3D dell’azienda. La compensazione delle vibrazioni limita le irregolarità nei cambi di direzione, mentre la regolazione della potenza sincronizzata con la velocità cerca di evitare zone troppo scure o troppo chiare durante l’incisione. La velocità massima dichiarata arriva a 1.000 mm/s. Un Vision Encoder opzionale consente inoltre di ricalibrare il sistema meccanico e, secondo il produttore, mantenere un’accuratezza assoluta entro 0,1 mm su 600 mm di corsa.
Sul fronte della sicurezza, R1 è classificato Classe 1 secondo IEC 60825-1 nell’uso standard con involucro chiuso. L’apertura del coperchio interrompe immediatamente il laser, mentre un sensore controlla la presenza di fiamme. Sono presenti anche arresto di emergenza e ventilazione trasversale per convogliare fumo e particelle verso lo scarico; il depuratore E1 Pro e il sistema automatico di estinzione restano accessori separati. C’è però un’avvertenza importante: con Riser Base o Conveyor installati l’involucro non è più completo e la macchina passa alla Classe 4, richiedendo protezioni oculari specifiche e un utilizzo professionale da parte di personale formato.
R1 si integra con Bambu Suite su Windows e macOS, usa lo stesso account Bambu e attinge alla comunità MakerWorld. La scelta conferma una strategia più ampia, già suggerita dai progetti dell’azienda per una stampante UV da scrivania dedicata alla personalizzazione degli oggetti: trasformare la scrivania del ma