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Minare Bitcoin senza pagare l’energia? La soluzione c’è, ma resta un grosso problema
Starcloud, startup statunitense sostenuta da NVIDIA e nata a gennaio 2024, ha annunciato che porterà in orbita i primi ASIC dedicati al mining di Bitcoin. A dichiararlo è stato il CEO Philip Johnston, che ha indicato il satellite Starcloud-2 come piattaforma di prova: il lancio, inizialmente previsto per la fine del 2026, è slittato all'inizio del 2027. L'idea di fondo è semplice: in un'orbita eliosincrona i pannelli solari ricevono luce quasi ininterrotta, quindi l'elettricità diventa di fatto gratuita una volta che l'hardware è a bordo.
Il punto è che proprio l'energia è il vero problema economico del settore. Secondo gli operatori, la bolletta pesa tra il 60 e l'80% dei costi complessivi di un'azienda di mining, e dopo l'halving dell'aprile 2024 (che ha dimezzato la ricompensa per blocco a 3,125 BTC) i margini si sono assottigliati. Con una tariffa industriale intorno ai 0,07 dollari per kWh, produrre un singolo Bitcoin costa tra i 32.000 e i 59.000 dollari a seconda dell'efficienza delle macchine; con tariffe domestiche statunitensi il conto supera gli 80.000 dollari. Nel complesso, le stime dell'indice di Cambridge collocano i consumi della rete intorno ai 140 TWh l'anno.
Da qui la logica di Starcloud, che nasce però come progetto di data center orbitali. Johnston ha spiegato che un ASIC da un kilowatt costa circa 1.000 dollari, contro i 30.000 dollari di una GPU NVIDIA B200 con lo stesso assorbimento: non è un confronto di efficienza di calcolo, ma di costo dell'hardware per kilowatt installato. In pratica, sul satellite conviene affiancare ASIC ai chip Blackwell e ai blade AWS, così che quando la domanda di calcolo per l'IA cala le macchine continuino a generare ricavi.
Il nodo tecnico, invece, è il raffreddamento. Lo spazio è freddo, però il vuoto non permette la convezione: il calore non può essere portato via dall'aria e deve essere trasferito a radiatori che lo irraggiano nell'infrarosso. Superficie radiante, temperatura di esercizio e proprietà dei materiali determinano quanto calore si riesce a smaltire, con un evidente compromesso sulla massa del satellite.
Restano poi due incognite economiche. Gli ASIC invecchiano più in fretta delle GPU e hanno meno tempo per ripagarsi, mentre a terra chi sfrutta il gas di scarto dei pozzi petroliferi ottiene elettricità a due o tre centesimi di dollaro per kWh. Starcloud, che a marzo 2026 ha raccolto 170 milioni di dollari con una valutazione di 1,1 miliardi, non è la sola a portare avanti progetti simili: Google lavora a Project Suncatcher con TPU e collegamenti ottici tra satelliti. Il 2027 dirà se il calcolo in orbita è un business o soltanto una dimostrazione tecnologica.
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