// TOM'S HARDWARE ITALIA — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
ANI, AGI, ASI: il glossario dell'intelligenza artificiale che si cita quasi sempre a sproposito (podcast)
GPT-6 è uscito da pochi giorni, e come ogni volta che arriva un nuovo modello qualcuno ha detto: ci siamo, è arrivata l'intelligenza artificiale generale. Valerio Porcu e Fabrizio Degni usano l'ennesimo annuncio come pretesto per fare ordine su tre sigle che si sentono ovunque nel dibattito sull'AI, e che quasi sempre si usano a sproposito: ANI, AGI e ASI. La puntata si può ascoltare per intero sul canale B2B Labs.
Il nome "intelligenza artificiale" risale al 1956, al workshop del Dartmouth College dove un gruppo di ricercatori, fra cui John McCarthy, si riunì per quasi due mesi. McCarthy scelse quel termine anche per staccarsi dalla cibernetica di Norbert Wiener, e il nome funzionava bene pure nelle richieste di finanziamento: una domanda del 1955 alla Fondazione Rockefeller lo usa già per descrivere il progetto di ricerca.
La proposta originale porta le firme di McCarthy, Marvin Minsky, Nathaniel Rochester e Claude Shannon, e descrive l'obiettivo in termini pratici: costruire macchine capaci di comportamenti che, fatti da un essere umano, richiederebbero intelligenza. Il nome è rimasto, e con lui l'abitudine di misurare ogni nuovo sistema contro quella definizione elastica.
Da lì nasce la prima delle tre sigle, ANI: un sistema capace di fare bene un solo compito alla volta, che risponde a una domanda ma non agisce di propria iniziativa. È la categoria su cui si è costruita l'ondata di modelli linguistici degli ultimi anni, ed è anche la categoria che mostra i propri limiti ogni volta che le si chiede di fare qualcosa in più di rispondere.
AGI sta per artificial general intelligence, un'intelligenza capace di fare qualsiasi cosa come farebbe un essere umano, dalla presentazione in PowerPoint alla guida di un'auto. È l'obiettivo dichiarato di ogni grande laboratorio, ma Porcu e Degni la considerano più un termine di marketing che una soglia tecnica raggiunta: secondo loro, i modelli Transformer su cui si basano i sistemi attuali non hanno l'architettura per arrivarci. Succede però che ogni nuovo modello riaccenda la stessa scena, con qualcuno pronto a dichiarare che stavolta ci siamo davvero.
Il pattern si ripete abbastanza spesso da stancare gli stessi conduttori, che notano come un annuncio di AGI arrivi quasi sempre insieme al lancio di un prodotto, raramente da solo. Osservatori esterni al settore notano lo stesso scollamento fra il linguaggio usato per vendere un modello e quello che il modello sa davvero fare.
Il terzo gradino, ASI, artificial superintelligence, è quello che ha ispirato Skynet in Terminator: un'intelligenza capace di superare l'essere umano su ogni campo, con piena consapevolezza di sé. Nick Bostrom l'ha descritta nel suo lavoro sulla superintelligenza come uno scenario in cui un obiettivo apparentemente innocuo, affidato a un sistema molto più capace di noi, produce conseguenze imprevedibili proprio perché resta incomprensibile il modo in cui il sistema ragiona.
A misurare la distanza fra intelligenza umana e superintelligenza ipotetica, Porcu e Degni usano un paragone letterario più che tecnico: la stessa distanza che separa una formica da un essere umano che costruisce automobili, si veste, si siede su una sedia. La formica osserva, ma non ha gli strumenti per capire cosa sta succedendo.
Il test di Turing, nato dall'articolo Computing Machinery and Intelligence pubblicato nel 1950 dal matematico Alan Turing, misurava se una macchina riusciva a farsi passare per un essere umano in una conversazione scritta. Oggi viene superato quasi ogni giorno fuori dai laboratori, nelle truffe telefoniche: una voce clonata che si finge il capo e chiede un pagamento urgente sfrutta lo stesso principio, la difficoltà di distinguere una macchina da una persona quando comunicano per iscritto o a voce.
L'ultimo tema della puntata è l'allineamento, la disciplina che verifica se un modello resta dentro i limiti per cui è stato addestrato invece di trovare scorciatoie non etiche per raggiungere un obiettivo. Nel mag