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Memorie più care e filiera AI lontana: il conto per i budget IT delle aziende italiane
La Corea del Sud mette sul tavolo una strategia industriale da 1.000 miliardi di dollari per memorie, data center di intelligenza artificiale e robot umanoidi, un pacchetto che coinvolge governo e grandi gruppi tecnologici come Samsung Electronics, SK Hynix, SK Group, GS Group, Naver e Hyundai Motor Company. Per le imprese italiane il punto non è solo geografico: server, workstation, infrastrutture cloud, apparati industriali e progetti di automazione dipendono da una filiera della memoria concentrata in pochi Paesi, come ricostruisce l'analisi pubblicata da Ars Technica.
Il piano annunciato a Seul arriva mentre la domanda legata all'IA spinge gli ordini di DRAM e memorie ad alte prestazioni, con effetti già visibili su disponibilità e prezzi dei componenti. Per CIO, responsabili acquisti e imprese manifatturiere italiane, il segnale operativo è concreto: i budget per hardware, data center privati, edge AI e aggiornamento dei parchi PC vanno letti insieme alla capacità produttiva globale, non più solo al listino dei vendor.
Il primo blocco del piano riguarda i semiconduttori. Secondo la fonte primaria, Samsung e SK Hynix si impegnano per 585 miliardi di dollari nella costruzione di nuovi impianti di fabbricazione nelle province sud-occidentali della Corea del Sud e nell'espansione della capacità produttiva nell'area della capitale, con l'obiettivo governativo di raddoppiare la produzione nazionale di DRAM entro cinque anni.
La ricostruzione diffusa da Reuters e ripresa dalla cronaca pubblicata da Al Jazeera quantifica il progetto chip in 800.000 miliardi di won, indicati in quel servizio come 518 miliardi di dollari. La differenza rispetto alla stima in dollari riportata da Ars Technica dipende dalla conversione e dall'attribuzione delle componenti di investimento, ma il perimetro industriale resta lo stesso: nuove fab per i due maggiori produttori mondiali di memorie.
Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung, in un discorso televisivo del 29 giugno, ha indicato semiconduttori, IA fisica e data center come assi della strategia nazionale. L'obiettivo non è soltanto aumentare la produzione di chip, ma trattenere in Corea del Sud una parte maggiore della catena di valore che alimenta il boom dell'intelligenza artificiale.
La tempistica rimane il punto più delicato. Il presidente di SK Hynix, Chey Tae-won, ha ricordato che per costruire un cluster produttivo a Yongin, nell'area metropolitana di Seul, sono serviti nove anni. Per chi compra infrastruttura IT in Europa, questo significa che un annuncio di capacità non coincide con una riduzione immediata dei prezzi o con una disponibilità rapida di moduli memoria sul mercato.
Il secondo asse riguarda i data center per l'IA. SK Group, GS Group e Naver investiranno, secondo il testo fonte, 357 miliardi di dollari in grandi poli computazionali fuori dalle aree più centrali del Paese, includendo la provincia di South Chungcheong, Gangwon e le province di North Jeolla e South Jeolla.
La componente infrastrutturale pesa quanto quella tecnologica. Il Ministero sudcoreano per Clima, Energia e Ambiente ha indicato la necessità di assicurare 6,3 gigawatt di elettricità e 650.000 tonnellate di acqua per gli impianti chip del sud-ovest, oltre a ulteriori 8 gigawatt per i data center IA, secondo il piano infrastrutturale coreano raccontato da The Korea Times.
La composizione energetica indicata dalle autorità sudcoreane comprende rinnovabili, nucleare e fonti fossili. Ars Technica ricorda che nel 2024 nucleare e carbone hanno superato ciascuno il 30% della generazione elettrica nazionale, mentre il gas naturale ha sfiorato il 25%, esponendo il Paese a tensioni di fornitura e prezzo durante la crisi nello Stretto di Hormuz.
Per un'impresa italiana che valuta progetti di IA on premise, colocation o contratti cloud, il dato coreano rimanda a un vincolo già presente anche in Europa: la capacità computazionale non è separabile da energia, acqua, connessioni di rete e tempi autorizzativi. Le off