// TOM'S HARDWARE ITALIA — FINANZA
300.000 dollari e una batteria "impossibile": il nuovo gioiello di BYD
Yangwang, il marchio di lusso di BYD, ha pubblicato su Weibo le prime immagini ufficiali della sua futura berlina ammiraglia, un modello finora identificato solo con il nome interno HU e già avvistato durante i test su strada in Cina. A diffonderle è stato il general manager Hu Xiaoqing, che ha parlato del risultato di tre anni di sviluppo e ha confermato che il nome commerciale non è ancora stato scelto. Secondo le stime che circolano in Cina, l'auto costerà oltre 2 milioni di yuan, circa 300.000 dollari (più o meno 260.000 euro), contro i 658.000 yuan della Yangwang U7 oggi in listino.
Le foto mostrano una silhouette vicina a quella della Rolls-Royce Phantom, con maniglie posizionate in modo da confermare le porte incernierate posteriormente, le cosiddette coach doors: una soluzione mai usata prima da BYD. Sul tetto compare un LiDAR, segno dell'adozione del sistema di guida assistita DiPilot 600, mentre la lunghezza stimata di circa 5,5 metri la colloca nel territorio della Mercedes-Maybach Classe S. In una delle immagini il prototipo è fermo davanti a una stazione Flash Charging da un megawatt, quella che BYD associa ai rifornimenti in cinque minuti.
Il punto più interessante, però, riguarda l'accumulatore: secondo la stampa cinese la vettura potrebbe essere la prima BYD con batteria a stato solido. La differenza rispetto alle celle attuali sta nell'elettrolita, cioè il mezzo che permette agli ioni di litio di spostarsi tra i due elettrodi. Oggi è un liquido a base di solventi organici, infiammabile e sensibile alle alte temperature; FinDreams, la divisione batterie del gruppo, lavora invece su un elettrolita solido a base di solfuri, con materiali come il litio-fosforo-zolfo-cloro.
I vantaggi attesi sono tre: più energia a parità di peso e volume, ricariche più rapide e un rischio di incendio ridotto perché non c'è più il solvente liquido. BYD ha realizzato celle prototipo da 20 e 60 Ah puntando a circa 400 Wh/kg, un valore che supera nettamente le celle litio-ferro-fosfato usate oggi nelle batterie Blade. Un prototipo testato dal China Automotive Technology and Research Center ha percorso 1.218 km nel ciclo cinese CLTC.
Restano però ostacoli industriali da non sottovalutare. Il principale è mantenere un contatto stabile tra materiali solidi durante i cicli di carica e scarica, tema al centro di un brevetto depositato a luglio, mentre i precursori di solfuro costano ancora decine di volte più dei materiali convenzionali. Per questo la produzione partirà in piccoli lotti nel 2027, nell'ordine del migliaio di veicoli di fascia alta, con i volumi veri attesi verso il 2030. Il chief scientist Lian Yubo prevede infatti una convivenza tra litio liquido e stato solido per 15-20 anni: sulla HU, in pratica, la nuova chimica arriverebbe solo sulle versioni più costose.
Aggiungi Tom's Hardware alle tue fonti preferite su Google