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Tu parli, ChatGPT lavora: la nuova funzione che cambia l'app mobile
OpenAI ha annunciato l'arrivo delle funzioni agentiche tramite comandi vocali sull'app mobile di ChatGPT, portando sullo smartphone capacità finora riservate alla versione desktop. In pratica l'utente parla e l'assistente esegue: può redigere un documento, preparare la bozza di una email o sintetizzare i messaggi arrivati su Slack. La mossa risponde a una tendenza ormai evidente, cioè il numero crescente di persone che usa la voce per affidare agli assistenti compiti complessi e non solo domande secche.
La distribuzione è a due velocità. Gli abbonati Plus e Pro accedono dal telefono alla scheda Work, dove possono creare documenti, costruire siti e presentazioni, sfruttare il browser cloud e raggiungere altre aree dell'assistente, comprese quelle dedicate alle finanze. Gli utenti dei piani gratuito e Go, invece, restano sul terreno dei plugin e delle app collegate, quindi calendario, posta e strumenti di messaggistica.
Cambia anche l'esperienza di conversazione: secondo OpenAI le sessioni vocali restituiscono un output testuale più ricco e il passaggio tra voce e tastiera diventa immediato. Soprattutto, una richiesta avviata in mobilità può essere ripresa sul computer senza perdere il filo, un punto rilevante per chi lavora alternando dispositivi nell'arco della giornata.
Alla base c'è GPT-Live, il modello conversazionale presentato a luglio e costruito su un'architettura full-duplex, capace cioè di ascoltare e parlare nello stesso momento. La particolarità sta nella divisione dei compiti: la parte vocale gestisce il dialogo in tempo reale e delega il ragionamento profondo e l'uso degli strumenti ad altri modelli della famiglia, così la conversazione prosegue mentre le operazioni girano in background. Il debutto era avvenuto sull'app desktop, tra la scheda Work e quella Codex dedicata allo sviluppo.
Il tempismo non è casuale, perché la competizione sugli agenti si è fatta serrata. Anthropic ha unificato pochi giorni fa il suo chatbot e lo strumento agentico Cowork in un'unica interfaccia, affiancandovi i prodotti in beta per documenti e presentazioni e rendendo più fluido il passaggio tra telefono e scrivania. Cowork, nato a gennaio come anteprima di ricerca per automatizzare attività d'ufficio, è poi arrivato su web e mobile nel corso dell'anno.
La differenza di impostazione resta però evidente: Anthropic punta a un'unica superficie in stile "everything app", mentre OpenAI continua a tenere distinti la chat e gli spazi di lavoro. Sul medio periodo, la partita si giocherà su affidabilità dell'esecuzione e controllo dei permessi concessi a questi assistenti.
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