// MACITYNET — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Meta cambia gli occhiali: Audio senza fotocamera, Display in Italia e VR da 100 grammi
Questo sito contiene link di affiliazione per cui può essere compensato
Meta vuole trasformare gli occhiali nel dispositivo con cui accedere all’intelligenza artificiale durante tutta la giornata. È questa la direzione che emerge dal Meta Connect del 23 settembre 2026, un evento nel quale l’azienda ha moltiplicato le forme che può assumere un paio di occhiali connessi: senza fotocamera per chi vuole soprattutto audio e assistente AI, con fotocamera per catturare quello che si vede, con un display inserito nella lente oppure, all’estremo opposto, con due schermi ad alta risoluzione capaci di sostituire un visore VR.
In mezzo c’è Muse, l’agente personale di Meta che dovrebbe progressivamente diventare il software comune a tutti questi dispositivi, potendo vedere ciò che vede chi indossa gli occhiali e svolgere attività per suo conto.
Il quadro è interessante anche perché arriva mentre il mercato degli occhiali intelligenti sta crescendo rapidamente. Come abbiamo raccontato su Macitynet analizzando i dati Counterpoint sul mercato degli occhiali AI, nel primo semestre 2026 le spedizioni sono cresciute del 263%, ma il 96% dei dispositivi venduti non dispone ancora di un display.
Meta prova ora a occupare contemporaneamente entrambi i segmenti. Da una parte continua a realizzare prodotti che assomigliano sempre più a normali occhiali; dall’altra spinge sui Meta Ray-Ban Display e sui nuovi Meta VR Glasses, che portano informazioni, applicazioni e interfacce direttamente davanti agli occhi.
Per il pubblico italiano il Connect porta inoltre alcune novità concrete: i nuovi Ray-Ban Meta Audio saranno venduti anche da noi, i Ray-Ban Meta Gen 3 sono già disponibili e soprattutto Meta Ray-Ban Display arriveranno ufficialmente in Italia il 13 ottobre.
La tecnologia più ambiziosa presentata al Connect è racchiusa nei Meta VR Glasses, con i quali Meta cerca di avvicinare un sistema completo di realtà virtuale alle dimensioni di un grosso paio di occhiali: ve ne abbiamo parlato in questo articolo con il confronto con Visor Pro di Apple.
La parte indossata sul volto pesa circa 100 grammi, all’incirca un quinto di Quest 3. Il risultato viene ottenuto spostando però una parte consistente dell’hardware fuori dalla montatura: processore, memoria e batteria sono contenuti in un modulo esterno collegato attraverso un cavo ottico e da mettere in tasca, fissare alla cintura o riporre in una borsa.
Negli occhiali rimangono schermi, ottiche e sensori. Il sistema utilizza pannelli micro-OLED 5K con 37 pixel per grado e lenti pancake, supporta Dolby Vision e Dolby Atmos ed è basato sul nuovo processore Qualcomm Snapdragon Reality Elite.
La batteria contenuta nel modulo esterno promette fino a tre ore di riproduzione di contenuti ad alta risoluzione e si ricarica a 45 W.