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Diablo V sarà più vicino a Diablo 2, ecco quello che sappiamo
Blizzard ha chiarito come intende gestire uno dei sistemi più discussi della serie: in Diablo V la scalatura automatica del livello dei nemici non funzionerà come in Diablo IV. Ad anticiparlo è stato il game director Joe Shely durante una tavola rotonda con la stampa alla BlizzCon di Anaheim, le cui dichiarazioni sono state riportate da PC Gamer. Il gioco, annunciato a sorpresa il 12 settembre nella cerimonia d'apertura dell'evento, è atteso per la primavera del 2029, quindi il quadro resta in evoluzione.
Per capire la portata della modifica serve un passo indietro. Con lo scaling automatico i mostri crescono di livello insieme al personaggio: non esistono zone proibitive, ma nemmeno la soddisfazione di tornare nelle aree iniziali e spazzarle via. Diablo II funzionava al contrario, con fasce di livello fisse legate a ciascuna regione, mentre Diablo III e Diablo IV hanno scelto l'adattamento dinamico, scontentando parte della community.
Secondo Shely il punto è proprio la sensazione di potenza: «Diablo è un gioco che, per molti versi, parla del tuo personaggio che diventa più forte», ha spiegato, ricordando che al riempirsi della barra dell'esperienza il giocatore dovrebbe vedere un'ondata di luce e una schiera di mostri cadere. Quando i nemici salgono di pari passo, però, quell'effetto svanisce. Da qui la scelta di un approccio «un po' diverso», anche se il direttore ha ammesso che il team non ha ancora discusso fino in fondo la questione e non ha voluto entrare nel dettaglio.
Non si tratta di un caso isolato, infatti il ritorno alle radici riguarda anche altri pilastri del progetto. Blizzard ha già indicato in Diablo II il riferimento per itemizzazione e bottino, inclusa una gestione dell'inventario più macchinosa, e ha confermato la generazione procedurale di dungeon e aree dell'open world, oltre al numero più alto di classi mai visto nella serie. L'insieme suggerisce un'esperienza più ruvida, vicina all'attrito e alla sfida che hanno reso popolari Path of Exile 1 e 2.
Il contesto narrativo spinge nella stessa direzione: l'azione si colloca un secolo dopo Diablo IV, in una Sanctuarium già conquistata dal Signore del Terrore, senza città sicure e con una carovana di superstiti come unico rifugio. Il multiplayer ci sarà, ma Blizzard non ha specificato quanto somiglierà a quello del capitolo attuale. Nel frattempo Diablo IV non riceverà altre espansioni a pagamento, pur continuando con le stagioni fino all'arrivo del sequel.
Restano quindi quasi tre anni prima di verificare quali di queste intenzioni sopravvivranno allo sviluppo. Il teaser mostrato alla BlizzCon non conteneva gameplay, perciò il primo vero banco di prova sarà la dimostrazione pratica di come Blizzard bilancerà potenza del personaggio e difficoltà.
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