// SMARTWORLD — MODA & SOCIETÀ
Recensione BenQ ScreenBar Halo 2: non sapevo di volerne tanto una!
C'è una categoria di prodotti che non sai di volere fino al giorno in cui non li provi: le lampade da monitor, quelle striscie LED che si agganciano sulla cornice superiore dello schermo e illuminano la scrivania senza abbagliare gli occhi né riflettersi sul pannello. BenQ ha praticamente inventato questo segmento nel 2017 con la prima ScreenBar, e da allora non ha smesso di spingerlo avanti.
La ScreenBar Halo 2 è oggi il punto più alto dell'intera lineup: aggiunge una retroilluminazione tri-zona, un controller wireless con display digitale, e un sistema che rileva la tua presenza e accende la lampada da solo. Abbiamo provato a capire se tutto questo si traduce in qualcosa di utile per chi passa molte ore alla scrivania, oppure se una banale luce basta e avanza.
La ScreenBar Halo 2 si aggancia alla cornice superiore del monitor con una clip a denti di sega rivestita in gomma: nessun vite, nessun attrezzo, nessun rischio di graffi. Il meccanismo accetta monitor da 0,43 a 6 cm di spessore e schermi curvi fino a 1000R, il che nella pratica significa che è compatibile con quasi tutto ciò che trovi oggi sul mercato, inclusi i pannelli ultrawide più aggressivi.
All'inizio il tutto sembra stare in piedi "perché sì", ma nella pratica ci si accorge che il sistema è ben studiato, con le gommature giuste al posto giusto, in modo da assicurare stabilità e presa, che non tentennano nemmeno sollecitando la scrivania.
Il corpo della lampada è in lega di alluminio, 50 cm di lunghezza, e si vede e si sente subito che non stiamo parlando di plastica verniciata. Non è solo un fatto di "tatto", quanto di robustezza e "peso giusto" per far sì che tutto il sistema stia in piedi bene, come abbiamo accennato.
Sul bordo frontale della clip, BenQ ha limato con precisione lo spazio per non coprire l'eventuale fotocamera integrata nel monitor, anche sui pannelli a cornice sottilissima. In dotazione c'è anche un accessorio per webcam esterna, già incluso nella confezione, che si installa sopra alla lampada in pochi secondi e permette di posizionare l'accessorio in alto, sopra la luce, in maniera che non si siano noia a vicenda.
L'alimentazione avviene tramite USB-C, con un cavo da 150 cm incluso nella confezione, insieme, cosa non scontata ma molto gradita, a un piccolo alimentatore già pronto all'uso. Questo permette di usare la ScreenBar Halo 2 in modo compleamente indipendente dal monitor o dal PC, trasformandola in una luce per la scrivania a tutti gli effetti e questo è un benefit non da poco.
Il progetto estetico porta la firma di MINIMAL, studio di design di Chicago, e ha ricevuto sia l'iF Design Award che il Red Dot Award 2025.
Al di là dei riconoscimenti, si capisce subito che non è un prodotto improvvisato, sia nelle finiture che nei dettagli, ad esempio il fatto che la lampada si inclina in modo molto controllato, così da non riflettersi sullo schermo e al contempo da non dare fastidio agli occhi (che, lo ricordiamo, dovrebbero essere in linea con la parte superiore del monitor, per una postura corretta).
Il controller wireless è forse il singolo elemento che più di ogni altro separa la ScreenBar Halo 2 da qualsiasi alternativa sul mercato. Non è solo una questione di funzionalità: è una questione di come ci si sente a usarla. La ghiera che regola luminosità e temperatura colore è un piccolo oggetto di design: ha una fluidità che non ti aspetti, una resistenza calibrata al punto giusto, "burrosissima", se dovessimo usare un termine tecnico, che raramente si trova su accessori che non portino il logo di qualche azienda californiana.