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Recensione Bambu Lab A2L, grande formato a un piccolo prezzo
Bambu Lab continua ad allargare la propria gamma di stampanti 3D e con la A2L porta nel segmento del grande formato la filosofia che ha reso popolare la serie A. Si tratta di una macchina a telaio aperto con un volume di stampa di 330 × 320 × 325 mm, pensata per chi vuole un piano generoso senza spostarsi verso le costose stampanti a camera chiusa. Il posizionamento è chiaro: una via d'accesso economica al large format, con un ecosistema proprietario completo che comprende slicer, app, sistema multicolore AMS e calibrazione automatica. La domanda che ci siamo posti durante i test è semplice. Questa A2L è davvero una nuova generazione oppure una A1 cresciuta nelle dimensioni?
La Bambu Lab A2L convince soprattutto per il rapporto tra volume e prezzo, perché offrire 330 × 320 × 325 mm sotto i 400 euro resta raro, in particolare con un ecosistema integrato di questo livello. La calibrazione è totalmente automatica, la qualità di stampa è alta già con i profili stock e la rumorosità contenuta la rende adatta agli ambienti domestici. Il sistema AMS arriva fino a 19 colori simultanei e i moduli intercambiabili per taglio e plotter ampliano gli usi oltre la stampa 3D.
I limiti riguardano il telaio aperto e il piano riscaldato a soli 80 °C, che restringono l'uso a PLA, PETG e TPU. ABS, ASA e materiali fortemente ritiranti non sono realistici su pezzi grandi. Il costo cresce inoltre con AMS e kit accessori, perciò chi vuole tutte le funzioni deve mettere in conto una spesa superiore al prezzo base.
La A2L adotta una cinematica cartesiana di tipo bedslinger, quindi con il piano che si muove lungo l'asse Y, e non la configurazione CoreXY delle serie più costose. Il telaio combina alluminio e acciaio con una cover esterna in plastica, mantenendo l'impostazione open frame tipica della gamma A. L'ingombro fisico è di circa 544 × 529 × 505 mm, con un peso netto di 12,8 kg che sale a 18,9 kg nella configurazione A2L AMS Combo. Si tratta di numeri in linea con una macchina pensata per il formato grande ma comunque gestibile in un ambiente domestico o in un piccolo ufficio.
Il cuore della novità è l'estrusore a servo closed-loop con motore PMSM e ingranaggi in acciaio temprato, che garantisce maggiore coppia e un controllo più preciso del flusso rispetto al tradizionale stepper della A1. Il diametro del filamento supportato è di 1,75 mm, mentre l'ugello in acciaio inox è disponibile nei diametri da 0,2, 0,4, 0,6 e 0,8 mm, con una temperatura massima di 300 °C. Sull'estrusore è integrato un taglia-filamento che semplifica i cambi di bobina e di materiale, rendendo più ripetibili i cicli multicolore.
Il piano di stampa è una lamiera d'acciaio flessibile con piastra PEI testurizzata inclusa, compatibile anche con Engineering Plate e Cool Plate SuperTack. La temperatura massima del piano si ferma a 80 °C, un valore inferiore ai 100 °C della A1, scelta motivata dall'efficienza energetica e dall'ottimizzazione per PLA e PETG. La calibrazione è completamente automatica e comprende il livellamento del piano e la regolazione dell'offset Z senza interventi manuali. A questo si aggiungono la compensazione adattiva delle vibrazioni e i cosiddetti Granular Dampers, pensati per ridurre il ringing sulle stampe di grandi dimensioni.
Sul fronte dei sensori, la A2L introduce lo Smart Print Monitoring con rilevamento fisico dei blob sull'ugello, una funzione che la A1 standard non possedeva. La webcam integrata, invece, è la stessa della A1 e serve per il monitoraggio remoto e i timelapse. L'interfaccia locale è affidata a un touchscreen, mentre l'ecosistema software ruota attorno allo slicer Bambu Studio su computer e all'app Bambu Handy su dispositivi mobili.
Come gli altri modelli Bambu, l'A2L arriva sostanzialmente pronta all'uso e richiede solo pochi passaggi meccanici, dopodiché la calibrazione viene eseguita automaticamente al primo avvio. L'integrazione con Bambu Studio e Bambu Handy riduce drasticamente la necessità di tuning manuale, perché i prof