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Ananta: il gioco che vuole fare tutto
Ananta promette un open world pop ricchissimo e multiforme, ma la demo mostra meccaniche ancora acerbe e tanto lavoro da fare.
Per stessa ammissione dei suoi autori, Ananta è un contenitore interattivo della cultura pop a 360 gradi, sia orientale che occidentale. Dentro c'è davvero di tutto, in un pot-pourri assolutamente stravagante di situazioni, idee, personaggi, meccaniche ludiche disomogenee (che pescano, ad esempio, da GTA e da Spider-Man) capace di lasciare un po' storditi, tra minigiochi, fasi action, sessioni stealth, frangenti alla guida, sparatorie, scontri melee e momenti life sim. È chiaro che dinanzi a un pentolone pieno di tantissimi ingredienti così disparati, una breve demo di a malapena un'oretta non possa fornire il quadro complessivo del prodotto, tuttavia la nostra prova e l'annessa chiacchierata con un rappresentante di NetEase ci ha permesso di mettere più a fuoco le luci e le ombre di questo open world.
Nella versione a nostra disposizione avevamo due mappe esplorabili liberamente. La prima, Nova City, è un'area urbana piuttosto estesa; mentre la seconda, chiamata Chongxiao, nella demo ci ha dato modo di esplorare solo una piccola parte del tutto, una sorta di villaggio di periferia, di stampo più rurale. Entrambe le aree (non interconnesse - si badi) fornivano un quantitativo variabile di missioni e attività: ad esempio, nel poco tempo a nostra disposizione, all'interno del suddetto villaggetto ci siamo cimentati nella produzione di tè con un piccolo minigioco, mescolando le foglie e simulandone il movimento tramite i sensori del Dualsense.
La maggior parte dei minuti l'abbiamo però trascorsa a Nova City, nel contesto urbano più ampio dove abbiamo vestito i panni di tre diversi personaggi, ciascuno con le sue caratteristiche e abilità, che variavano sia l'esplorazione sia il combattimento. Uno dei protagonisti, ad esempio, possiede la capacità di emanare delle escrescenze dagli arti simili a quelle di Venom, con cui dondolare tra i palazzi tramite movimenti che ricordano palesemente quelli di Spider-Man. Anche durante le lotte le similitudini sono sfacciate, tant'è che è possibile afferrare gli avversari con i tentacoli e scaraventarli al suolo, proprio come abbiamo fatto nel titolo di Insomniac indossando la tuta del simbionte. Al momento la parte più action di Ananta è incline a qualche incertezza di troppo: il feedback dei colpi è a malapena percettibile, e le reazioni degli avversari quasi inesistenti. Che si usino i colpi melee, le armi corpo a corpo, i poteri telecinetici o le bocche da fuoco (che rendono il gioco simile a un primitivo TPS), la sensazione di approssimazione è costante, e c'è ancora un po' da lavorare per quanto concerne la resa degli scontri. Passando da un personaggio all'altro in tempo reale, attraverso un sistema che non si sforza neppure di nascondere l'ispirazione a quello di GTA 5, cambia l'approccio al combattimento e all'esplorazione. Una poliziotta può esibire un distintivo per "prendere in prestito" i veicoli, oppure per fermare qualsiasi passante e sottoporlo all'alcool test, chiederne le generalità e finanche arrestarlo, se vuole. Le conseguenze di simili azioni ci sono al momento sconosciute, e non sappiamo ancora che impatto avrà sulla nostra reputazione l'arresto indiscriminato di innocenti presi a caso dalla strada. Sì perché in Ananta c'è tutto un sistema "sociale" mediante il quale acquisiremo sempre più follower man mano che compiremo azioni che solleticheranno gli entusiasmi degli abitanti: succederà se sconfiggeremo nemici molto potenti, se vinceremo tornei di basket o gare di corsa, se salveremo i cittadini dalle minacce improvvise e altro ancora. Man mano che diventeremo famosi, gli NPC inizieranno a riconoscerci mentre passeggiamo, a salutarci, a fermarci per chiederci un selfie.
Il motto del gioco la dice lunga: "diventa virale, salva il mondo", proprio per rimarcare il tono iper pop che permea una produzione che, al netto dei suoi spigoli, sembra non