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Fable 5 è tornato ma il caso non è chiuso
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Fable 5 torna disponibile in tutto il mondo dopo l’accordo negoziato punto per punto tra Anthropic e il governo americano.
Il Dipartimento del Commercio ha ritirato ieri, 30 giugno i controlli all’esportazione imposti il 12 giugno su Fable 5 e Mythos 5, gli stessi modelli che erano spariti dall’oggi al domani dopo un ordine firmato dal segretario al Commercio Howard Lutnick. Diciotto giorni di stop totale, con 90 minuti di preavviso per adeguarsi. La direttiva vietava l’accesso a qualsiasi cittadino straniero, ovunque si trovasse, compresi i dipendenti non statunitensi della stessa Anthropic.
All’origine del blocco c’era un test riuscito male. Alcuni ricercatori di Amazon, partner e investitore di Anthropic per oltre 33 miliardi di dollari attraverso l’alleanza sui chip Trainium, avevano scoperto un modo per aggirare le protezioni di Fable 5, spingendolo a individuare vulnerabilità software e, in un caso, a scrivere codice dimostrativo per sfruttarle. Anthropic, nel post pubblicato sul proprio blog, aveva subito ridimensiona la portata dell’allarme iniziale: nei test successivi, anche modelli meno capaci come Opus 4.8, GPT-5.5 e Kimi K2.7 erano riusciti a fare lo stesso e ogni modello provato ha prodotto la medesima dimostrazione di sfruttamento.
Dopo una serie di trattative e di discussioni, l’azienda che sviluppa Claude ha trovato una soluzione tecnica, un nuovo classificatore di sicurezza, che intercetta la tecnica segnalata da Amazon in oltre il 99% dei casi. Le richieste sospette non vengono bloccate e basta: vengono reindirizzate a Opus 4.8, lo stesso modello che a fine maggio aveva già ereditato il compito di rispondere alle domande più delicate al posto di Fable 5, quando i filtri iniziali bloccavano anche richieste innocue su mitocondri e vaccini a mRNA. Anthropic ammette che il nuovo filtro finirà per bloccare pure alcune richieste legittime di coding e debug, e promette di affinarlo nelle prossime settimane.
Il ritorno comincia oggi, 1 luglio, su Claude Platform, Claude.ai, Claude Code e Claude Cowork, per utenti di tutto il mondo. Chi ha un piano Pro, Max, Team o alcuni piani Enterprise avrà accesso a Fable 5 fino al 50% dei limiti di utilizzo settimanale senza intaccare la propria quota abituale, ma solo fino al 7 luglio: dopo quella data, l’uso passerà al sistema a crediti. Sulle piattaforme cloud, AWS, Google Cloud e Microsoft Foundry, l’azienda non ha ancora fissato una data.
Per Mythos 5 il discorso resta diverso. Il modello, quello con meno filtri attivi rispetto a Fable, era già tornato parzialmente disponibile il 26 giugno per circa cento organizzazioni statunitensi che operano nella difesa di infrastrutture critiche, seguendo lo stesso schema adottato da OpenAI per GPT-5.6. Anthropic dice di essere al lavoro con il governo per allargare la platea, statunitense e internazionale, attraverso il programma Glasswing, ma senza tempistiche pubbliche.
La parte più significativa dell’accordo riguarda il futuro. Anthropic ha aperto un nuovo programma su HackerOne per ricevere segnalazioni di jailbreak su Fable 5, e ha creato un team che monitora 24 ore su 24 i canali dove questi tentativi vengono segnalati. Insieme ad Amazon, Microsoft, Google e agli altri partner di Glasswing, l’azienda sta costruendo un framework condiviso per classificare la gravità dei jailbreak, basato su quattro criteri: quanta capacità offre all’attaccante, quanto è ampia, quanto è facile da sfruttare, quanto è replicabile. Per la categoria più grave, quella capace di colpire reti elettriche o sistemi bancari, Anthropic promette mitigazioni immediate non appena la gravità viene confermata.
Anthropic non nasconde i limiti del proprio approccio: rendere un modello del tutto immune ai jailbreak, scrive l’azienda, è probabilmente impossibile. È un’ammissione rara, e arriva dopo mesi in cui i rapporti tra Anthropic e l’amministrazione Trump erano già tesi, tra lo scont