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La svolta della Francia su Ustica: 'Pronta a collaborare'
A meno di 48 ore dall'udienza davanti al gip di Roma che deve decidere sull'opposizione all'archiviazione dell'indagine sulla strage di Ustica, arriva un clamoroso colpo di scena: l'ambasciata francese, lo scorso 21 settembre, ha inviato alla Farnesina una nota in cui offre sostanzialmente un'apertura totale alle richieste dell'Italia sui documenti relativi alla strage del 27 giugno del 1980 in cui persero la vita 81 persone. Una svolta che porterà la Procura di Roma a ritirare la richiesta di archiviazione del procedimento. Le autorità francesi hanno annunciato la disponibilità del trasferimento a Roma di tutta la documentazione relativa a quanto avvenne 46 anni fa.
In base a quanto filtra, si tratterebbe di documenti del ministero della Difesa transalpina che potrebbero fare riferimento alle passate rogatorie trasmesse dai pm di Roma. Atti, file e documenti che coprono un arco temporale compreso tra il 1981 e i primi anni '90. Ma quanto messo nero su bianco dalle autorità di Parigi non si limita a questo. La Francia si dichiara, infatti, disponibile ad assecondare ulteriori richieste che arrivassero dall'autorità giudiziaria italiana.
La disponibilità di Parigi potrebbe rappresentare uno snodo giudiziario importante in quanto per la prima volta si potrebbe avere certezza dei movimenti della flotta transalpina nel Mediterraneo e sui dati raccolti dai radar quella notte. La nota delle autorità francesi è stata trasmessa dalla Farnesina, tramite la Presidenza del Consiglio, agli uffici di via Arenula che a loro volta l'hanno inviata in Procura. L'incartamento verrà, a questo punto, depositato dai pm, coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi, in apertura dell'udienza fissata per il 30 settembre. Contestualmente gli inquirenti ritireranno la richiesta di archiviazione delle due indagini che era stata avanzata nel marzo del 2025. Si tratta del fascicolo aperto nel 2008 dopo le dichiarazioni dell'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga e quello avviato nel 2022 dopo un esposto presentato dall'Associazione per la verità su Ustica sul caso del Dc-9 Itavia che la sera del 27 giugno precipitò nel mar Tirreno. Entrambi gli incartamenti sono contro ignoti. Per i pm lo scenario resta comunque quello della battaglia aerea ed è stata esclusa la pista della bomba esplosa a bordo. Secondo quanto riferito da un supertestimone, Giovanbattista Sparla, addetto dell'aeronautica militare, "il Dc 9 è rimasto coinvolto nella battaglia tra aerei americani e libici, uno dei quali avrà sganciato un missile che per errore ha colpito il velivolo civile".
Tre anni fa l'ex premier Giuliano Amato, attribuì la responsabilità alla Francia, "con la complicità degli americani e di chi partecipò alla guerra aerea nei nostri cieli la sera di quel 27 giugno. Si voleva fare la pelle a Gheddafi, in volo su un Mig". Proprio oggi l'associazione dei Parenti delle Vittime della Strage, è tornata a chiedere il "no" all'archiviazione sollecitando proprio una collaborazione anche da parte delle autorità francesi. "Si devono pretendere altre risposte dalla Francia, dall'America, dalla Nato perché non si può aspettare ancora - ha affermato Daria Bonfietti, presidente dell'Associazione -. Credo che 46 anni siano necessari e sufficienti per indurre anche i paesi stranieri a collaborare in maniera diversa". Bonfietti ha reso noto, inoltre, un colloquio avuto a giugno con la premier Meloni.
"L'ho voluta sentire - ha detto nel corso di una conferenza stampa - per chiedere che anche l'avvocatura dello Stato si schierasse come l'associazione dei parenti delle vittime contro l'archiviazione, così mi è stato assicurato e il sottosegretario Mantovano, mi è stato comunicato solo qualche giorno dopo, ha dato questo input all'Avvocatura dello Stato", spiega Bonfietti. Pochi giorni dopo, il 27 giugno, il Governo, tramite l'Avvocatura dello Stato, ha annunciato la sua opposizione alla richiesta di archiviazione. Ora la presidente dell'associazione è soddisfatta. "E' un grand