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Anthropic entra nel pharma con Claude Science e porta via il Nobel di DeepMind
Anthropic ha lanciato Claude Science il 30 giugno come prodotto autonomo, distinto dalla piattaforma Claude, pensato per chi lavora in laboratorio o su cluster di calcolo ad alta potenza. Il debutto è avvenuto davanti a un pubblico preciso: executive del pharma, fondatori di biotech, ricercatori scientifici. Il prodotto è disponibile da subito per tutti gli abbonati paganti. La scelta del pubblico di lancio dice già dove Anthropic vuole arrivare.
Claude Code è uno strumento per sviluppatori. Claude Science è costruito attorno agli strumenti della ricerca biologica: biologia computazionale, genetica, chimica, protein biology, sviluppo farmaceutico. La differenza tecnica più rilevante è la capacità di eseguire codice direttamente su cluster HPC, quei sistemi di calcolo ad alta potenza che un ricercatore medio fatica a gestire da solo per complessità di configurazione e accesso.
L'altra priorità è la riproducibilità: ogni figura, ogni risultato ha una traccia verificabile. È una promessa che la ricerca scientifica insegue da anni senza trovare una risposta sistemica. Matthew Schwartz, fisico di Harvard, ha quantificato il livello attuale: Claude Opus 4.5 equivale a uno studente di dottorato al secondo anno nell'esecuzione di progetti scientifici. Per chi gestisce un laboratorio, questo significa avere accesso immediato a un collaboratore in grado di scrivere pipeline di analisi, interpretare output e iterare su protocolli, senza i tempi di onboarding di una figura umana. Non è un endorsement neutro: è una stima calibrata su un metro di confronto che i ricercatori conoscono direttamente.
Nella demo di lancio, Claude Science ha identificato autonomamente nuovi candidati farmaceutici per la fenilchetonuria, una malattia genetica rara. Anthropic userà Claude Science anche per ricerche proprie su malattie rare e neglette, dove le grandi aziende non entrano perché il mercato è troppo piccolo.
Eric Kauderer-Abrams, head of life sciences di Anthropic, ha dichiarato che "l'opportunità più grande è nelle scienze della vita." La formulazione è volutamente ambigua tra missione umanitaria e opportunità commerciale. Le Big Pharma hanno contratti da miliardi di dollari e cicli di decisione pluriennali: sono clienti strutturalmente diversi dall'enterprise SaaS, più lenti ad adottare ma molto più redditizi una volta dentro.
Anthropic si aspetta il primo trimestre profittevole e ha un'IPO prevista per fine 2026. In questo contesto, aggredire il mercato farmaceutico ha una logica finanziaria precisa: serve liquidità stabile e prevedibile, non la volatilità dei cicli di adozione tecnologica. Il pharma lo garantisce meglio di qualsiasi altra industria verticale.
La ricerca su malattie rare serve anche un altro scopo: è un laboratorio reale dove affinare il prodotto prima di portarlo ai clienti paganti. Sviluppare farmaci dove nessuno guarda abbassa il costo dell'errore e accumula dati in contesti critici. È strumentale e genuino allo stesso tempo.
John Jumper ha vinto il Nobel per la chimica 2024 grazie ad AlphaFold, il sistema di DeepMind che ha risolto il problema del folding proteico. È la persona più riconoscibile dell'AI scientifica al mondo. Ora è in Anthropic, dove lo sviluppo di Claude Science è stato guidato da Alexander Tarashansky, fisico teorico che ha lasciato l'accademia per lavorare sull'AI applicata alle scienze della vita.
Il significato di questo movimento non è solo di curriculum. DeepMind aveva definito il campo con AlphaFold e con un'agenda di ricerca che metteva la scienza al centro: il Nobel di Jumper ne è la certificazione più alta. Questo non cancella quel lavoro, che rimane un punto di riferimento strutturale per la biologia computazionale. Ma segnala con chiarezza dove si concentra il talento nel 2026: chi era all'avanguardia nell'AI scientifica vede evidentemente in Anthropic il posto dove si lavora adesso, non una destinazione di ripiego.
La mossa è pulita nella sua costruzione narrativa: Anthropic annuncia un pr