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Tiro al bersaglio contro PlayStation: polemiche e rabbia sui social per la decisione di eliminare i dischi
L'annuncio di Sony di interrompere la distribuzione dei nuovi giochi PlayStation su disco a partire da gennaio 2028 ha inevitabilmente acceso le speculazioni sul futuro della console e del mercato. Sebbene il colosso nipponico non abbia fatto alcun riferimento a PS6, diversi analisti ritengono che la decisione rappresenti un forte indizio verso una piattaforma completamente digitale. Dal 2028, infatti, tutti i nuovi giochi saranno disponibili esclusivamente tramite PS Store o attraverso codici download acquistabili da alcuni rivenditori. In attesa di saperne di più, i giocatori di tutto il mondo hanno iniziato a esprimersi sui social, sfogandosi con commenti pieni di rabbia e frustrazione.
"State uccidendo la proprietà. State uccidendo la conservazione legale. State uccidendo i publisher e gli sviluppatori", commenta un utente su X. "Questa è una mossa che potrebbe leggermente migliorare i profitti, ma demolisce ogni altro aspetto di questo medium". Un altro utente aggiunge: "Non c'è più ragione di rimanere con PlayStation. Dopo più di trent'anni passerò al PC. Il PC ha vinto", spiegando che, pur essendo anche i titoli PC solo digitali, la mole di sconti, l'accessibilità alle mod e il multiplayer gratuito rappresentano incentivi non indifferenti. "Allora smettete di vendere i giochi digitali allo stesso prezzo di quelli fisici", scrive un altro. "State eliminando completamente i costi di stampa, confezione e spedizione, quindi non dovrei più pagare 70 dollari per i giochi digitali".
Mentre altre decine di migliaia di commenti invitano a "non comprare PS6", a sabotare questa decisione o ricordano il celebre video pubblicato ai tempi di PS4 sullo scambio delle edizioni fisiche dei giochi, c'è anche chi si interroga, in modo più pragmatico, sulle possibili conseguenze di questa scelta. Se è vero che, in numerosi Paesi, il mercato digitale rappresenta ormai oltre l'80% delle vendite, è altrettanto vero che molti giocatori acquistano in formato digitale soprattutto titoli indie, giochi fortemente scontati o produzioni che non dispongono di un'edizione fisica, contribuendo così ad alimentare questa percentuale. Certo, l'abbandono del formato fisico può essere visto anche come una scelta più sostenibile dal punto di vista ambientale, oltre che come una conseguenza dell'evoluzione del mercato e dell'aumento dei costi di produzione. Tuttavia, una simile decisione comporterebbe anche la scomparsa definitiva del mercato dell'usato, così come della possibilità di prestare o scambiare i propri giochi con amici e conoscenti. Inoltre, gli utenti che vivono fuori dai grandi centri urbani o che dispongono di connessioni meno performanti potrebbero trovarsi in difficoltà nel dover scaricare oltre 100 GB di dati per ogni nuovo titolo, invece di poter semplicemente acquistare un disco. Resta ora da vedere come reagirà il mercato a questa decisione.
You are killing ownership. You are killing legal preservation. You are killing discoverability. You are killing publishers. You are killing developers. This is a move that might slightly improve bottom lines, but tear down every other aspect of this medium. Well done! You f*d up!
— Does it play? (@DoesItPlay1) July 1, 2026
There’s no reason to stay with PlayStation anymore.
After more than 30 years with Sony, I’m switching to PC.
With no physical games, there isn’t a single valid reason to stay with PlayStation instead of buying a PC.
Sony has officially killed its own appeal.
PC has won.
— General (@GeneralJosovic) July 1, 2026
Then stop selling digital games for the same price as physical ones too. You're removing the printing, box, and shipping prices from the equation completely so I shouldn't be paying $70 for digital games anymore.
— Seal Examines Games (@TheTrueSealYT) July 1, 2026
Hey remember this one? pic.twitter.com/V4xoT7NJGY
— DANNYonPC (@DANNYonPC) July 1, 2026
#NOTBUYINGPS6 unless it supports physical games.
— MBG (@xMBGx) July 1, 2026