// PUNTO INFORMATICO — MONDO
Gli USA mettono il futuro della guerra nelle mani di Elon Musk
Un anno e mezzo dopo aver lasciato l’amministrazione Trump sbattendo la porta (e annunciando la fondazione di un suo partito), Elon Musk torna per guidare il Project Meridian. Insieme a Palmer Luckey e Newt Gingrich sarà a capo del programma messo in campo dal Pentagono per pianificare la guerra del futuro. Coerente: dopotutto, il Dipartimento della Difesa è stato formalmente ribattezzato Dipartimento della Guerra, modificando anche il dominio del sito in war.gov.
L’iniziativa poggia su una presa di consapevolezza: l’evoluzione tecnologica mostrerà il fianco a sviluppi che al momento non è possibile prevedere. Ne deriva l’esigenza di anticipare il cambiamento per far sì che gli USA rimangano la potenza militare che rappresentano oggi. Vale la pena riportare l’estratto di un documento (PDF) pubblicato.
Stiamo assistendo a rapidi progressi nell’intelligenza artificiale, nell’autonomia, nell’energia diretta, nella robotica e nelle biotecnologie, tra gli altri settori tecnologici di importanza critica. Nel loro insieme, questi nuovi ambiti, le nuove modalità di combattimento e gli sviluppi tecnologici trasformeranno profondamente la natura della guerra. Per mantenere il predominio globale, gli Stati Uniti devono anticipare i futuri scenari operativi e agire con decisione per sviluppare gli strumenti necessari a dominarli.
Dominare è il mantra. Viene citata direttamente quella stessa intelligenza artificiale che secondo Donald Trump non rappresenta un pericolo e che, il Presidente stesso, ha appena voluto ribattezzare Super Intelligence.
The Future of Warfare, questo il sottotitolo del Project Meridian, studierà i contesti bellici del futuro, identificherà le armi e le tecnologie di guerra necessarie per dominarli, proponendo soluzioni attuabili da iniziare a sviluppare, perché l’America possa contare su una superiorità schiacciante nel XXI secolo e oltre. È tutto estratto dal documento.
La centralità dell’AI in quest’ottica è fuori discussione. Da una parte la tecnologia è al centro di una discussione relativa ai rischi associati a un suo sviluppo troppo rapido o incontrollato, dall’altra diventa esplicitamente lo strumento su cui una superpotenza fa leva con la prospettiva di continuare a dominare il mondo. Cosa potrebbe mai andare storto?