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OPPO vuole unificare il software, OxygenOS e realme UI a rischio
Se due indizi fanno una prova, sembrano esserci pochi dubbi su quello che sarà il destino di OnePlus. Nei giorni scorsi la notizia del sito ufficiale che, in alcuni Paesi, ha iniziato a proporre dispositivi della parent company OPPO. Oggi arriva invece un’indiscrezione sul possibile addio a OxygenOS, il fork di ColorOS installato sugli smartphone del marchio.
A segnalarlo è il portale Smartprix, la cui fonte è descritta come un insider molto affidabile dell’industria mobile. OPPO avrebbe scelto di puntare su un percorso di consolidamento, accentrando sotto la propria ala l’offerta anche a livello software. Lo stesso destino sembra toccare a realme UI, altra personalizzazione presente sui telefoni del brand (anche in questo caso controllato da OPPO, a sua volta posseduta dal colosso BBK Electronics).
La diretta conseguenza è l’installazione di ColorOS sui dispositivi di tutti e tre i marchi, a livello globale. Come parte di questa riorganizzazione, OnePlus dovrebbe concentrarsi su quelli che attualmente rappresentano i suoi due mercati più redditizi, ovvero India e Cina. Invece, realme potrebbe lasciare il territorio cinese per puntare su altri territori. Utilizzare il condizionale è d’obbligo in attesa di conferme.
L’eventuale addio a OxygenOS e realme UI si tradurrebbe per OPPO in un risparmio economico. Mantenere continuamente aggiornate tutte le tre personalizzazioni richiede tempo e risorse. A farne le spese sarà ovviamente la differenziazione dell’offerta, qualcuno storcerà il naso non potendo più contare sull’interfaccia a cui è stato abituato nel corso degli anni.
Varrà soprattutto per gli utenti OnePlus, da sempre legati a un’identità ben precisa, quella dei flagship killer, anche a livello visivo. Per quanto riguarda telefoni realme, invece, hanno già in dotazione una UI non troppo diversa rispetto a quella di ColorOS, dunque il passaggio dovrebbe risultare meno traumatico.