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La Vesuvius Challenge al punto di svolta: letto il primo papiro di Ercolano recuperato digitalmente
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Dopo anni di scansioni avanzate e competizioni di algoritmi, la “Vesuvius Challenge” annuncia la prima lettura completa di un papiro carbonizzato di Ercolano: PHerc. 1667. Grazie a micro‑CT di sincrotroni europei e a pipeline AI di virtual unwrapping, gli studiosi hanno ricostruito quasi 1,5 metri di testo filosofico senza aprire il reperto. Il contenuto, vicino al pensiero stoico, apre nuove finestre per filologi e storici: più di 600 papiri restano sigillati, ma ora il passato può essere indagato digitalmente. Vediamo cosa sta succedendo.
Nel 79 d.C. l’eruzione del Vesuvio seppellì, oltre alla più famosa Pompei, anche Ercolano. In pochi minuti la città finì sotto una coltre di gas piroclastici a temperature superiori ai trecento gradi centigradi, polverizzando la città ma conservando, paradossalmente, i rotoli di papiro custoditi nella villa di Lucio Calpurnio Pisone Cesonino, suocero di Giulio Cesare.
La combustione incompleta trasformò la fibra organica del papiro in una specie di carbonella compatta, preservando le molecole dell’inchiostro depositatovi sopra senza distruggerle del tutto. Il risultato involontario fu la sopravvivenza dell’unica biblioteca completa giunta dall’antichità informato materiale: interrata, silenziosa, in attesa.
Per quasi due secoli e mezzo, a partire dalla scoperta borbonica del 1750, ogni tentativo di aprire i rotoli si è concluso con la loro distruzione parziale o totale: le fibre carbonizzate e compresse da sedici secoli di sedimentazione si sbriciolano al contatto minimo. Cercare di srotolare fisicamente un papiro di Ercolano equivale a distruggerlo, come dimostrarono subito i primi archeologi che ne aprirono una manciata. Per nostra fortuna la logica della conservazione prevalse e i rotoli sigillati furono custoditi per quasi tre secoli in attesa di una tecnologia che permettesse di leggere senza toccare.
La Vesuvius Challenge nasce nel 2023 da un’idea di Nat Friedman, Daniel Gross e Brent Seales dell’Università del Kentucky: una competizione aperta con oltre un milione e settecento mila dollari in premi per chi addestrasse sistemi di intelligenza artificiale capaci di individuare e trascrivere il testo nascosto nei rotoli.
I primi risultati arrivarono quasi subito: nel 2023 Luke Farritor e Youssef Nader identificarono la prima parola greca leggibile, πόρφυρος (