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Recensione Ray-Ban Meta Gen 2 Optics: tutto quello che cambia con i nuovi occhiali smart
Dopo la mia prima recensione a inizio 2024 decisi di acquistare e di usare come mio paio di occhiali quotidiano un paio di Ray-Ban Meta. Due anni dopo, e vari video di approfondimento a riguardo, è arrivato il momento di passare alla seconda generazione e per farlo ho scelto la variante Optics, lanciata qualche settimana fa, e che è la versione specifica della Gen 2 per chi porta lenti correttive. Scopriamoli nella nostra recensione.
Un primo chiarimento: Ray-Ban e Meta hanno lanciato da qualche mese una Gen 2 dei suoi occhiali ed è di questa versione che stiamo parlando. Si è aggiunta però una sorta di "sottovariante" denominata Optics, specificatamente pensata per chi porta occhiali da vista, ma che di fatto è comunque in toto la Gen 2 appena citata.
Cosa differenzia questo modello Optics? Come dicevamo si tratta di accortezze specifiche per chi indossa gli occhiali a tempo pieno, ma anche delle differenze stilistiche. Abbiamo infatti due design dedicati, Blayzer e Scriber, oltre che un nuovo colore, Havana, quello da noi provato. Si tratta di un marrone scuro leggermente trasparente. La trasparenza si vede però solo quando la luce naturale è forte, altrimenti si possono confondere per un qualsiasi paio di Ray-Ban molto scuri. Sempre in termini di design abbiamo alcuni punti in cui la scocca è più esile. Non un cambiamento drastico, ma rispetto alla prima generazione si ha subito la sensazione di un design più leggero sul volto, benché comunque più pesante di altri occhiali Ray-Ban non smart.
La fotocamera e il led frontale sono ancora ai due lati e sono più piccoli, ma circondati ora da un piccolo anello argento, che però non attira la vista e sembra uno dei tanti elementi decorativi che negli occhiali troviamo in quei punti.
In termini di costruzione le novità di Optics sono:
Per me è soprattutto la prima novità ad essere la più interessante, avendo sostituito due volte i miei precedenti Ray-Ban Meta per delle crepe nate sull'interno dell'asta, dove la testa fa pressione. In termini di qualità costruttiva direi che siamo allineati al precedente modello (ovvero leggermente sotto gli standard Ray-Ban), ma le novità sono sensibili e ragionate. Abbastanza da farci pensare che avranno una durabilità maggiore. Anche in termini di comodità sono delle novità sostanziali, assieme anche al leggero alleggerimento, anche se chi vi parla non aveva comunque avuto problemi in tal senso con il modello precedente.
Dal punto di vista hardware abbiamo una nuova disposizione dei tasti. La superficie touch è sempre presente sull'asta destra, e permette di regolare il volume, oppure di gestire i brani in riproduzione, come anche di attivare una scorciatoia rapida alla pressione prolungata. Superiormente il tasto è più lungo e si sdoppia. Premuto anteriormente o posteriormente ha funzioni diverse. Davanti è il classico controllo della fotocamera, mentre dietro può essere personalizzato, per esempio con Meta AI. Io ci ho collegato la registrazione di video in hyperlapse. Il tasto di accensione è stato spostato a destra, così come anche il led interno di stato. È un po' meno visibile, perché leggermente allontanato dal campo visivo. All'esterno bisogna spostare lo sguardo se volete verificarne lo stato.
Come detto un led è presente anche nel piccolo anello frontale di destra e permette di avvisare le altre persone se state facendo foto e video.
La fotocamera è nel foro a sinistra, come nel precedente modello. Una prospettiva leggermente decentrata rispetto a quella perfettamente centrale degli Oakley Vanguard. La fotocamera da 12 megapixel riceve un upgrade e ora può registrare filmati in 3K a 30fps in HDR. Questi filmati possono essere lunghi al massimo 3 minuti e sono di ottima qualità, ancora leggermente migliori rispetto al passato. Ovviamente vanno paragonati a prodotti di questo tipo, ma con buona luce possono tranquillamente essere paragonati a quelli di un buon iPhone o un buon Samsung Galaxy. Il grandangolo e la prospettiva partic