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L'Ecofin verso un accordo sulla nuova supervisione dei mercati Ue
E' in dirittura d'arrivo
all'Ecofin di venerdì a Lussemburgo un accordo tra i Ventisette
sulla riforma della supervisione dei mercati finanziari europei.
La presidenza irlandese punta a ottenere un orientamento
generale sul pacchetto che ridefinisce il perimetro dei poteri
dell'Esma, l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei
mercati, ampliandone la supervisione diretta su una serie di
operatori con una dimensione transfrontaliera e paneuropea. Il
dossier è uno dei tasselli centrali dell'Unione del risparmio e
degli investimenti e punta a ridurre la frammentazione della
vigilanza tra le autorità nazionali, in particolare per le
grandi infrastrutture di mercato e per alcuni operatori
finanziari attivi in più Paesi.
Il compromesso sul tavolo restringe tuttavia l'ambizione
della proposta originaria della Commissione. Restano da
sciogliere a livello politico soprattutto i criteri con cui
stabilire quali sedi di negoziazione debbano passare sotto la
supervisione diretta dell'Esma e quali possano restare sotto
quella delle autorità nazionali, oltre alla ripartizione tra gli
Stati dei contributi destinati al funzionamento della vigilanza
europea. "Il compromesso non soddisfa ogni Stato membro su ogni
singolo punto, ma la presidenza del Consiglio Ue ritiene di aver
trovato un equilibrio complessivo", ha spiegato un alto
diplomatico Ue, sottolineando che si considera l'intesa vicina e
ritenendo che i ministri arrivino all'Ecofin "pronti a chiudere
un accordo".
Tra le entità che potrebbero restare almeno in parte fuori
dalla supervisione diretta dell'Esma figura Deutsche Börse. Il
compromesso consentirebbe infatti alla Germania di mantenere
sotto vigilanza nazionale una parte rilevante del gruppo che
gestisce la Borsa di Francoforte, a meno che non vengano
superate determinate soglie di rilevanza sul mercato. Berlino
sostiene che, a differenza di gruppi come Euronext o Nasdaq,
l'attività di Deutsche Börse resta concentrata prevalentemente
in Germania. L'idea alla base del compromesso sarebbe quella di
fissare criteri "oggettivi" per individuare gli operatori che
presentano una reale natura transfrontaliera e paneuropea. Su
altri segmenti del mercato, tra cui le controparti centrali, i
depositari centrali di titoli e i fornitori di servizi per le
cripto-attività, i criteri sarebbero invece già concordati.
L'Ecofin verso un accordo sulla nuova supervisione dei mercati Ue
BRUXELLES,
06 ottobre 2026, 18:50
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