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Oltre 580.000 km su una sola moto: l'incredibile impresa con una monocilindrica
Dal 1984 Benno e Thecla Graas hanno percorso 580.000 km su una Royal Enfield Bullet 350. Un’epopea tra deserto, riparazioni e la ricerca della libertà assoluta
C’è chi la passione per le due ruote la coltiva nel garage di casa, chi nel weekend fuori porta e chi scopre, da un giorno all’altro, che l’unico modo per alimentarla davvero è non fermarsi più. Ed è stato proprio così per Benno Graas. La svolta? E’ arrivata oltre 40 anni fa, nel 1984. Da allora, insieme alla moglie Thecla, ha macinato più di 580.000 chilometri in sella a una Royal Enfield Bullet 350 del 1982. In pratica, l’equivalente di dodici giri completi intorno al pianeta a bordo di un mezzo che, sulla carta, avrebbe fatto passare la voglia di superare persino i confini provinciali.
Chiunque sogni un’impresa del genere deve fare i conti con la realtà dei fatti. Delle moto uscite dalla fabbrica oltre quarant’anni fa, oggi resta ben poco. Salire in sella a una classica e pensare di fare il giro del mondo senza metterci le mani è pura utopia.
Sulla Bullet di Graas, fatta eccezione per alcuni tratti della carrozzeria e per i due passeggeri, non c’è più un singolo pezzo originale, né nel motore né nella trasmissione. Il vero segreto di una durata simile non risiede nella perfezione di serie, ma nella semplicità architetturale. Il monocilindrico indiano da 350 cc (del 1982) eroga appena 17 cavalli, funziona a carburatore e sfrutta un motore a corsa lunga che gira a regimi bassissimi.
Una struttura concepita per privilegio della robustezza sulle prestazioni, ben lontana dai ritmi esasperati dei monocilindrici moderni da fuoristrada. Ma per farla funzionare a lungo serve una precondizione fondamentale: essere meccanici d’esperienza, pronti ad adattarsi e a smontare il mezzo a bordo strada.
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La storia tra Benno e la sua Royal Enfield nasce quasi per caso nel 1982. Tre anni prima aveva rischiato di smettere per sempre con le moto dopo un brutto incidente a bordo di una Triumph Tiger. Poi, la vista di quella Bullet in una vetrina dell’Olanda Settentrionale ha cambiato tutto. Il prezzo era un affare. Parliamo di 4.495 fiorini, circa 12.800 franchi dell’epoca o poco meno di 2.000 euro odierni. Un piccolo investimento per portarsi a casa un monocilindrico di progettazione britannica ma già assemblato in India.
I primi 8.000 chilometri attraverso Ucraina, Polonia e Cecoslovacchia sono serviti da rodaggio sia per la moto che per il pilota. È al rientro da quel primo viaggio che Benno comincia ad mettere mano al veicolo, eliminando il superfluo e modificando ciò che non reggeva la strada. La spinta decisiva per alzare la posta arriva però poco dopo, durante un itinerario nel Nord Africa: l’incontro