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Yoko Taro ha preso in considerazione il pensionamento
Yoko Taro, creatore della serie NieR, è entrato nel merito delle motivazioni che lo hanno spinto a realizzare videogiochi, accennando anche all'eventualità di un ritiro. Come riportato da Denfaminicogamer, a Taro è stato chiesto se avesse progetti in ballo o l'intenzione di realizzare qualche nuovo gioco, ma questi ha risposto con un "niente di che", confessando anche: "Ho chiuso con il lavoro. Non voglio più farlo". Del resto, a sua detta avrebbe già raggiunto il picco creativo nel 2003. "Con Drakengard, il primo gioco che mi è stato affidato come director, sono riuscito davvero a fare quasi tutto nel modo in cui volevo", ha affermato, spiegando che in seguito ha continuato a lavorare semplicemente perché, senza un reddito, si sarebbe trovato in difficoltà.
Di recente ha preso in considerazione l’idea di andare in pensione ritenendo che i suoi risparmi sarebbero sufficienti; tuttavia, teme di sviluppare la demenza senile: è proprio questa paura a spingerlo a continuare a lavorare. La "rivelazione", avvenuta il mese scorso durante una tavola rotonda alla quale era presente anche Keisuke Okabe, director di Ender Lilies e Ender Magnolia, è naturalmente da prendere con le pinze, considerata l'eccentricità del personaggio; più interessanti appaiono semmai alcune sue opinioni in merito alla situazione dell'industria dei videogiochi, espresse nella medesima sede. "Morirò presto, quindi non mi interessa davvero cosa succederà all’industria giapponese dei videogiochi. Tuttavia, penso che recentemente l’intelligenza artificiale e varie tecnologie abbiano creato un terreno fertile in cui i autori adolescenti e ventenni, che sono persino più giovani del signor Okabe, possano sviluppare liberamente le loro opere".
Yoko Taro, creatore della serie NieR, è entrato nel merito delle motivazioni che lo hanno spinto a realizzare videogiochi, accennando anche all'eventualità di un ritiro. Come riportato da Denfaminicogamer, a Taro è stato chiesto se avesse progetti in ballo o l'intenzione di realizzare qualche nuovo gioco, ma questi ha risposto con un "niente di che", confessando anche: "Ho chiuso con il lavoro. Non voglio più farlo". Del resto, a sua detta avrebbe già raggiunto il picco creativo nel 2003. "Con Drakengard, il primo gioco che mi è stato affidato come director, sono riuscito davvero a fare quasi tutto nel modo in cui volevo", ha affermato, spiegando che in seguito ha continuato a lavorare semplicemente perché, senza un reddito, si sarebbe trovato in difficoltà.
Di recente ha preso in considerazione l’idea di andare in pensione ritenendo che i suoi risparmi sarebbero sufficienti; tuttavia, teme di sviluppare la demenza senile: è proprio questa paura a spingerlo a continuare a lavorare. La "rivelazione", avvenuta il mese scorso durante una tavola rotonda alla quale era presente anche Keisuke Okabe, director di Ender Lilies e Ender Magnolia, è naturalmente da prendere con le pinze, considerata l'eccentricità del personaggio; più interessanti appaiono semmai alcune sue opinioni in merito alla situazione dell'industria dei videogiochi, espresse nella medesima sede. "Morirò presto, quindi non mi interessa davvero cosa succederà all’industria giapponese dei videogiochi. Tuttavia, penso che recentemente l’intelligenza artificiale e varie tecnologie abbiano creato un terreno fertile in cui i autori adolescenti e ventenni, che sono persino più giovani del signor Okabe, possano sviluppare liberamente le loro opere".